1 maggio 1861: il governo italiano invia grossi contingenti militari nel Meridione per arginare il fenomeno del brigantaggio. Il nuovo luogotenente di Napoli Gustavo Ponza di San Martino, tenta una mediazione con i legittimisti borbonici nel tentativo di contenere il fenomeno senza ricorrere a una feroce repressione armata
1 maggio 1875: Milano, esce Il Giornale degli economisti, edito dall'Associazione per il progresso degli studi economici, fondata a gennaio a Milano. Diretto da Eugenio Forti, diventerà la principale rivista economica italiana e rivolgerà una particolare attenzione ai problemi sociali e all'intervento dello Stato nell'economia
1 maggio 1877: il repubblicano Matteo Renato Imbriani fonda L'Associazione per l'Italia irredenta, per rivendicare l'italianità di Trento e Trieste e promuovere agitazioni antiaustriache. Il termine irredentismo entra nella terminologia politica italiana
1° maggio 1885: Roma, istituzione della Commissione sulle industrie meccaniche e delle costruzioni navali, che attribuirà la realizzazione delle commesse della marina di guerra alla Terni
1 maggio 1887: Chicago (Stati Uniti), dopo un comizio per la introduzione della giornata di 8 ore di lavoro, la folla si dirige verso la fabbrica per farvi cessare il lavoro. Squadre di giovinastri organizzate dal celebre detective Nat Pinkerton, messosi a soldo degli industriali, sparano sulla folla. Seguono tafferugli nel corso dei quali viene lanciata una bomba che provoca alcune vittime. Si operano numerosi arresti tra i dirigenti degli operai. Il presidente del Tribunale, pur riconoscendo che non si hanno prove circa gli autori dell’attentato, condanna a morte 8 di questi dirigenti perché, trattandosi di “anarchici dichiarati sono da ritenersi capaci di assassinio”. Due anni dopo, a Parigi, il Congresso costitutivo della Seconda Internazionale, facendo propria l’iniziativa della American Federation of Labor, sceglierà la data del primo maggio 1890 per organizzare in tutto il mondo una “manifestazione universale” per la conquista della giornata lavorativa di 8 ore. La stessa data diventerà, per unanime e spontanea iniziativa di tutte le organizzazioni sindacali del mondo, nonostante violente repressioni poliziesche, giorno di lotta dei lavoratori, quindi di astensione dal lavoro. I governi borghesi, vista l’impossibilità di impedirla, cercheranno di svuotarla di ogni contenuto rivoluzionario proclamandola Festa del lavoro, ossia festività civile
1° maggio 1890: in tutta Europa si celebra per la prima volta la festa del lavoro. Gli operai erano stati invitati a partecipare a manifestazioni per la riduzione dell’orario di lavoro dai vari congressi, svoltisi nel 1889 a Parigi, da cui era nata la II Internazionale. La parola d’ordine è otto ore di lavoro, otto di riposo, otto marchi di paga (sull’esempio tedesco).
Ferrara, il Circolo socialista – denominazione assunta dal 1876 dalla Società dei lavoratori ferraresi – delibera di non abbandonare il lavoro “e di solennizzare la manifestazione operaia con una conferenza privata” sulla riduzione della giornata lavorativa a otto ore. La stessa cosa fa un Comitato di sostegno alla manifestazione del 1° maggio di ispirazione radicale. Ma la cronaca della giornata segnala alcune astensioni dal lavoro alla segheria a vapore Parmeggiani e Guizzardi e al molino Cavalieri e Salem.
Bologna, per la prima volta i lavoratori bolognesi celebrano la giornata internazionale istituita per rivendicare la giornata lavorativa di otto ore, la limitazione del lavoro delle donne e dei bambini e l’abolizione del lavoro notturno. Nonostante le intimidazioni della polizia e le minacce di licenziamento per chi si fosse allontanato dal lavoro, numerosi operai abbandonano il lavoro per ritrovarsi, alle 14, davanti alla sede della Società Operaia. Parlano gli operai Gabussi e Gaetano Cuppi, l’on. Quirico Filopanti e lo studente De Falco. Parte un corteo spontaneo verso piazza Vittorio Emanuele. Ma polizia e reparti di cavalleria caricano duramente i manifestanti. Ci sono scontri e feriti e numerosi arresti.
Roma, approvata la legge che istituisce le giunte provinciali amministrative. A questi nuovi organismi giurisdizionali viene affidato il compito di occuparsi delle controversie riguardanti le amministrazioni locali. Composte in gran parte da membri non elettivi di nomina governativa, le giunte di fatto diventano un organo di controllo del governo sulle amministrazioni locali
1° maggio 1891: nonostante le limitazioni imposte dal governo, si svolgono nei principali centri d’Italia le manifestazioni del Primo Maggio, con notevoli astensioni dal lavoro nelle zone industriali. La forza pubblica provoca numerosi conflitti. A Roma, il comizio in Piazza Santa Croce in Gerusalemme si trasforma in un sanguinoso scontro armato. Gli anarchici presenti reagiscono alle provocazioni della polizia. Molti saranno i feriti e gli arrestati, tra cui l’oratore Amilcare Cipriani che dovrà scontare tre anni di carcere. E’ proclamato uno sciopero generale ad oltranza che dura però solo quattro giorni per l’intervento di dirigenti politici e sindacali.
Ferrara, il Circolo socialista di Ferrara invita tutte le società operaie e i circoli della provincia a promuovere l’organizzazione di “un partito operaio da affratellarsi a quello generale italiano”
1 maggio 1892: Palermo, si svolge un congresso operaio che pone le basi per l'organizzazione dei Fasci dei lavoratori, un movimento capeggiato da uomini di orientamento socialista che si diffonderà rapidamente in tutta la Sicilia, coinvolgendo artigiani, piccoli commercianti, contadini e braccianti
1° maggio 1896: (Na), la Camera del Lavoro organizza un corte al quale partecipano migliaia di lavoratori, per impedirlo intervengono reparti di cavalleria e fanteria. Di fronte alla ferma reazione operaia, la truppa invade e incendia la Camera del Lavoro. E' imposto lo stato d'assedio che si protrae per 15 giorni
1° maggio 1901: Bologna, esce il primo numero de La Squilla, organo del Partito Socialista bolognese. In opposizione i socialisti rivoluzionari fonderanno (11 maggio 1902) Il Popolo. Di fatto il periodico, grazie allo stretto legame tra il direttore Mazzoldi e il segretario della Camera del lavoro Lendini, diventa l’organo ufficiale della Camera del Lavoro bolognese.
Formignana (Fe), una ventina di lavoratori sono arrestati perché cantavano l’Inno dei lavoratori. Il tribunale di Ferrara li assolve dall’accusa di “eccitamento all’odio di classe”
1 maggio 1902: Cesena, sotto la direzione della Camera del Lavoro, lavoratori socialisti, repubblicani e anarchici, festeggiano unitariamente la festa dei lavoratori
1° maggio 1907: Cesena, alla manifestazione della festa del lavoro aderiscono anche i democratico cristiani della Lega Democratica Nazionale. Sono raccolti fondi – anche nelle manifestazioni di Savignano, Longiano, Gambettola, Borello eCesenatico – a sostegno dei lavoratori delle acciaierie di Terni e dei braccianti di Argenta
1° maggio 1914: Trieste, scontri tra sloveni e italiani. La polizia interviene contro i manifestanti italiani. Nei giorni successivi si svolgeranno manifestazioni irredentistiche in numerose città italiane, contribuendo a rendere tesi i rapporti tra Italia e Austria
1° maggio 1915: appello della Triplice: “Salviamo il Paese”. Denunciate le scelte del governo e la sua disastrosa politica e sono chiamate a raccolta le forze operaie, per imporre un’azione in difesa dell’economia.
Un manifesto del Psi invita i lavoratori a partecipare alle manifestazioni per il 1° maggio, dando loro un significato pacifista, nonostante che il governo abbia vietato cortei e comizi in occasione della festa dei lavoratori. Il giorno seguente il consiglio nazionale della CGdL, riunito a Milano, approverà dopo accese discussioni un documento contrario alla guerra, ma ribadirà la propria ostilità all’ipotesi di proclamare uno sciopero generale di protesta. Il 1° maggio trascorrerà senza incidenti
1° maggio 1919: Torino esce l’Ordine Nuovo. Il giornale è fondato, tra gli altri, da Antonio Gramsci, Angelo Tasca, Palmiro Togliatti e Umberto Terracini. La sinistra comunista del Psi si dota così, in polemica con la direzione del partito, di uno strumento di orientamento teorico collegato alle lotte operaie della città.
1° maggio 1922: grandi adunate fasciste a Bologna e Rovigo si contrappongono allo sciopero generale proclamato dai socialisti in occasione della festa del lavoro. In numerose altre città dell’alta Italia e a Brindisi si scatena la violenza fascista che provoca decine di morti. Molti comizi socialisti sono dispersi con la violenza dagli squadristi
1° maggio 1923: Parigi, esce il giornale degli anarchici italiani La voce del profugo, Successivamente uscirà il quindicinale Il profugo
1° maggio 1925: Roma, Il Mondo pubblica la Risposta di scrittori, professori e pubblicisti italiani al manifesto di Gentile. E’ redatta da Benedetto Croce
1 maggio 1930: la festa del lavoro viene celebrata in varie parti d'Italia con piccole manifestazioni e brevi comizi davanti ai luoghi di lavoro, nonostante l'attenta sorveglianza della polizia. È il segno della ripresa dell'attività interna del Partito comunista, contro la quale in particolar modo si indirizza l'azione del Tribunale speciale che lungo tutto l'arco dell'anno emana sentenze contro gruppi di comunisti
1° maggio 1931: Bologna, diffuso un opuscolo clandestino in cui si legge: “Non più festa, non più commemorazione pacifica(…) una giornata di lotta contro il capitalismo (…) Tempo è venuto di cedere il governo della società alla classe operaia. Questo è il significato che assume in tutti i paesi la manifestazione del primo maggio (…) gli operai non supplicano, certo, i fascisti di diventare più miti, ma chiedono che se ne vadano. Anzi si preparano a cacciarli via con la violenza proletaria perché sanno benissimo che capitalisti e fascisti non se ne andranno se non il giorno in cui le baionette della classe lavoratrice li avranno brutalmente cacciati”. Lo stesso opuscolo sarà distribuito anche l’anno successivo.
Bologna, scritte murali e volantini in alcuni quartieri cittadini e in molte località e della provincia: in via del Borgo, Corticella, Bolognina, Pescarola e in provincia a Pieve di Cento, Malalbergo, Ozzano, San Giorgio di Piano, Varignana, Pianoro,Tolara di Ozzano, Boschi di Baricella e lungo la strada che collega Imola con Massalombarda.
Sesto Imolese (BO), la forza simbolica della ricorrenza porta anche ad episodi grotteschi come l’arresto – e conseguente condanna al confino – del colono Ernesto Gardelli. Già arrestato negli anni precedenti come “membro dell’organizzazione comunista imolese”, è colpevole di aver voluto sposarsi nel giorno della festa dei lavoratori.
Scandiano (Re), sulla ciminiera dello stabilimento di calce e gesso di Ventoso, è issata una bandiera rossa.
Coriano (Rimini), rinvenuti numerosi volantini inneggianti al 1° maggio
1° maggio 1932: Imola, durante la processione della Madonna del Piratello sono distribuiti centinaia di volantini, firmati da PcdI, FgdI e Camera del Lavoro. Effettuati arresti in massa e tre lavoratori, legati all’organizzazione clandestina comunista, sono condannati a cinque anni di confino.
Manifestazioni clandestine si svolgono in alcuni centri della provincia di Bologna: Ozzano, Livergnano, Scaletto e Vizzano di Sasso Marconi, Pianoro, Cà di Landino di Castiglion dei Pepoli, Farneto di San Lazzaro, Budrio, Imola, Sesto Imolese e in numerose strade della città. Nei giorni precedenti e immediatamente successivi si hanno manifestazioni anche a Castel San Pietro, Medicina e Pieve di Cento
1° maggio 1933: Bologna, distribuiti due diversi volantini, uno firmato dalla Confederazione generale del lavoro e l’altro dal PCdI e FGdI
1° maggio 1934: Bologna, distribuiti due diversi volantini, uno firmato dalla Confederazione generale del lavoro e l’altro dal PcdI e dalla Federazione giovanile
1° maggio 1935: Bologna, distribuito un volantino che, oltre a ricordare la festa dei lavoratori, si oppone all’aggressione fascista all’Etiopia. L’anno successivo la ricorrenza del primo maggio sarà l’occasione per manifestare solidarietà alla Spagna
1° maggio 1936: Scandiano (Re), distribuiti numerosi volantini antifascisti
1° maggio 1942: Bologna, dopo quattro ani di silenzio ricompaiono volantini, questa volta firmati dal solo Pcd'I, per ricordare la festa del lavoro, senza perdere di vista i problemi quotidiani, acuiti dalla guerra
1° maggio 1943: Guastalla (Re), cinquecento donne della tranceria Mossina chiedono aumenti salariali, minacciando lo sciopero. Otterranno quanto richiesto.
Reggio Emilia, alle Reggiane scioperano gli apprendisti per il riottenimento del cottimo e migliori condizioni di lavoro. L’agitazione ottiene quanto richiesto, ma quaranta operai sono arrestati. Dopo la cattura, Alberto Castellani si suicida in carcere
1 maggio 1944: Roma, scarcerato Umberto Bianchi su ordine del questore Pietro Caruso, sollecitato in tal senso da Felice Anzalone.
Ravenna, la festa del lavoro è festeggiata con azioni di protesta e manifestazioni rivendicative in tutta la provincia. Sono esposte bandiere rosse in molte strade dei principali comuni.
Reggio Emilia, scioperano i lavoratori della Lombardini. L’agitazione continua per tutto il giorno nonostante l’irruzione in fabbrica da parte dei fascisti che compiono anche alcuni arresti.
Campagnola Emilia (Re), manifestazione popolare contro la guerra.
Quattro Castella (Re), gruppi di donne manifestano davanti alle latterie di Montecavolo e Puianello chiedendo la distribuzione di latte intero.
Trebbo di Reno (Bo), un nutrito gruppo di ferrovieri riesce con uno stratagemma ad assentarsi dal lavoro per festeggiare il 1° maggio. Sempre al Trebbo, come si legge nel numero clandestino di Noi Donne, organo dei Gruppi di difesa delle donne,"(...) per due settimane consecutive un centinaio di donne fermano ogni giorno il carro del latte destinato agli ammassi, scaricano i recipienti o pagandolo al prezzo di calmiere, distribuiscono il latte secondo i bisogni delle famiglie"
Forlì, scioperano le maestranze della Mangelli. Le donne escono dalla fabbrica, con un nastro rosso tra i capelli, chiedendo pane e libertà. Sempre a Forlì in alcune aziende sono presentate piattaforme rivendicative. Alla Mangelli i lavoratori ottengono un premio di 1.000 lire e di 500 per le operaie, un vestito da lavoro e una damigiana di vino. Viene anche sancito il diritto degli operai feriti durante i bombardamenti di percepire l’intero salario fino alla guarigione. Così commenta il periodico clandestino La Nostra Fabbrica del 25 giugno: “Queste rivendicazioni non sono state ottenute – è bene lo sappiano gli operai delle altre fabbriche per bontà padronale, ma sono state strappate dall’azione coordinata dell’intera maestranza, che – non da oggi – ha capito che solo attraverso l’agitazione e l’azione, diretta dalle proprie organizzazioni clandestine, si ottengono le vittorie”.
Savarna di Ravenna, gli abitanti festeggiano, protetti da una formazione di gappisti, il 1° maggio radunandosi sulle rive del Lamone
1° maggio 1945: tutta l’Italia settentrionale è libera.
Tieste, le armate titine entrano in città e ne rivendicano l’annessione alla Jugoslavia
Monfalcone, fanno il loro ingresso i primi reparti della divisione neozelandese del generale Freyberg.
Cividale del Friuli, insieme ai partigiani della brigata Osoppo, sfilano 400 militari della legione Cc.nn. “Tagliamento” che sulla divisa fascista hanno indossato il fazzoletto verde, simbolo della Osoppo.
Udine, ucciso dai partigiani, in circostanze mai chiarite il tenente Vinicio Lago, capo di una missione SOA
1 maggio 1946: Roma, l’incaricato d’affari americano presso il Vaticano, Harold Tittman, invia un rapporto al Dipartimento di stato: “La tendenza del Vaticano è indubbiamente monarchica ma non ci sono indicazioni che esso sia disposto a prendere un atteggiamento energico in difesa dell’istituzione. Nemmeno per quanto riguarda i suggerimenti di un rinvio del referendum (non delle elezioni), che favorirebbe la monarchia, il Vaticano sembra aver fatto la sua scelta (…) Sembra che ritenga conveniente aspettare e se vengono fatti preparativi per il futuro, il loro scopo è di mantenere i migliori rapporti possibile con il governo italiano, qualunque sia la forma”
1° maggio 1947: Portella delle Ginestre, la banda di Salvatore Giuliano attacca la manifestazione sindacale uccidendo 7 persone e ferendone 33. Centinaia di contadini, braccianti, donne, bambini, si erano radunati per festeggiare il Primo Maggio e per ascoltare il comizio sindacale. La banda Giuliano spara sulla folla inerme compiendo uno dei più agghiaccianti episodi di terrorismo antisindacale. Il giorno successivo il Direttivo della CGIL, convocato d’urgenza, approva un documento nel quale, tra l’altro, si afferma: “L’eccidio è la conseguenza dei delitti perpetrati in Sicilia contro le organizzazioni sindacali – delitti rimasti per la maggior parte ancora impuniti – e della volontà dei latifondisti siciliani di soffocare nel sangue l’organizzazione dei lavoratori”. Il giorno 3, sabato, la CGIL proclama uno sciopero nazionale di protesta
Era stata la madre di Giuliano, Maria Lombardo, a consegnare il 28 aprile la lettera con le istruzioni al genero Pasquale Sciortino.
In quello stesso periodo al luogotenente di Giuliano, Gaspare Pisciotta, è consegnata una speciale tessera, rilasciata dall’ispettore generale di PS Messana, che gli permette di circolare indisturbato. Pisciotta, come del resto Giuliano, manterrà gli stessi rapporti anche con il sostituto di Messana, Ciro Versiani (già custode di Mussolini sul Gran Sasso, capo zona dell’OVRA e aderente alla RSI, ndr), con il colonnello dei carabinieri Luca e con il capitano Parenze. All’indomani della strage di Bellolampo (sette carabinieri uccisi) ci fu un banchetto a cui partecipò – oltre a Giuliano, Pisciotta e alcuni capomafia – anche Verdiani. L’ispettore scriveva al bandito, come risulterà da alcune lettere esibire durante il processo per la strage di Portella, chiamandolo confidenzialmente "Caro Salvatore". Si dette da fare per organizzare la produzione di un film con Giuliano protagonista. Anche dopo la soppressione dell’Ispettorato e la costituzione del CFRB, Verdiani continuò a frequentare Giuliano, aiutandolo in più occasioni a sfuggire alla cattura. A sua volta il colonnello Luca concesse a Pisciotta due tesserini di libera circolazione e che gli permettevano di ottenere il cosiddetto certificato di benemerenza. Dopo l’uccisione di Giuliano, Luca gli offrì un passaporto, mentre il capitano Parenze lo ospitò nella sua abitazione a Palermo (cfr Lelio Basso, Il colpo di stato di De Gasperi, sentenza per il processo di Viterbo per la strage di Portella delle Ginestre). Tutti gli ufficiali dei carabinieri e i funzionari di polizia che protessero la banda Giuliano vennero promossi. Messana era stato denunciato, ma la denuncia sparì misteriosamente. Verdiani, che conosceva tutti i retroscena, sembra che sia morto come Pisciotta, avvelenato con la stricnina, ma non si volle eseguire l’autopsia e la sua morte rimarrà uno dei tanti misteri non risolti della nostra storia.
Sulle vicende della banda Giuliano è interessante un passo della deposizione di Pisciotta al processo di Viterbo, resa il 14 maggio 1951: “(…) finito il separatismo io credevo che tutto fosse finito, ma ci si sono messi la DC e la monarchia che sono riusciti ancora a ingaggiare Giuliano a lottare per loro. Il partito monarchico e la DC ci avevano promesso che se avessimo vinto le elezioni saremmo stati liberi, in caso contrario avremmo potuto espatriare in Brasile nella tenuta del principe Alliata. (…) Comunque coloro che ci hanno fatto le promesse si chiamano così: Bernardo Mattarella, il principe Alliata, l’onorevole monarchico Marchesano e anche il signor Scelba. I primi tre si servivano dell’onorevole Cusumano Geloso come ambasciatore. Furono Marchesano, il principe Alliata e Bernardo Mattarella a ordinare la strage di Portella della Ginestra. Prima della strage i tre si sono incontrati con Giuliano (…)”. I tre vennero assolti in istruttoria con una sentenza colma di dubbi. Cusumano Geloso è deceduto pure lui in circostanze misteriose e si è avanzato il dubbio che si sia trattato dell’ennesimo avvelenamento con stricnina.
Alla strage presero parte anche altre spie dei carabinieri e pure loro morirono in circostanze molto dubbie: i fratelli Pianelli (informatori del capitano Paolantoni) e Ferreri, uno dei banditi siciliani più sanguinari, già tristemente noto ancor prima di unirsi a Giuliano e informatore dell’Ispettore generale di pubblica sicurezza.
San Giovanni in Fiore (Cosenza), il segretario della Federterra, Domenico Iaquinta, nel corso della manifestazione dei lavoratori, afferma: “E’ ora di finirla con questo stato di miseria: i lavoratori sangiovanesi vogliono che le autorità locali di polizia segnalino a chi di competenza il loro sdegno per le promesse mancate. Le chiacchiere non riempiono la pancia; e se ci vedremo canzonati e le nostre richieste rimarranno senza esito, noi agiremo come il bisogno e la fame ci farà agire. Invece di mandare carabinieri per fermare i contadini che invadono le terre per lavorare e produrre, mandino dei concimi e degli attrezzi di lavoro, che ci guadagnerà tutto il paese”.
Washington, il segretario di Stato George Marshall invita De Gasperi ad estromettere le sinistre dal governo.
Brasile, il governo dichiara fuorilegge il Partito comunista e rompe le relazioni diplomatiche con l’URSS.
Bulgaria, il governo avvia i provvedimenti per la nazionalizzazione di banche e industrie
1 maggio 1948: Roma, l'ambasciatore degli Stati Uniti James Dunn invia un "memorandum" al Dipartimento di Stato in cui sottolinea l'importante azione svolta dai Comitati Civici nel campo della guerra psicologica e dell'"intelligence" auspicando che l'iniziativa venga estesa alla Francia, all'Austria, al Belgio e all'Olanda. James Angleton, capo dell'attività di controspionaggio della Cia (Central Intelligence Agency), chiederà sostegno finanziario per l'attività di guerra psicologica ("psycological warfare") promossa dai Comitati Civici diretti da Luigi Gedda.
Si inasprisce il clima interno alla Cgil. In alcune grandi città gli esponenti democristiani si rifiutano di partecipare alle manifestazioni, organizzando dei controcomizi. Giulio Pastore parla a Roma ed Enrico Cappugi a Milano. Lo stesso De Gasperi pronuncia un discorso nel quale sostiene che il meccanismo di democrazia interna al sindacato non garantiva a sufficienza la libertà e la segretezza del voto. Al Presidente del consiglio risponde, con un articolo pubblicato dall’Unità il 4 maggio, lo stesso Di Vittorio il quale osserva che le norme interne alla Cgil avevano avuto l’unanime approvazione anche della corrente democristiana e che la libertà di voto era pienamente garantita. In ogni caso, concludeva Di Vittorio, se si volevano nuove elezioni generali all’interno della Cgil, lui stesso si dichiarava “favorevolissimo”.
Palermo, uomini della banda Giuliano uccidono il carabiniere Giuseppe Esposito
1° maggio 1849: Portella delle Ginestre, scoperta una lapide in ricordo dei caduti nella strage del 1° maggio 1947, alla presenza del parlamentare comunista Girolamo Li Causi, che tiene il discorso commemorativo
1° maggio 1950: Roma, nasce la Cisl dalla fusione della Libera Cgil e della Fil. I repubblicani sconfessano l’accordo e fondano la Uil. A Ravenna, dove esiste una forte tradizione repubblicana, la Fil continuerà l’unità d’azione con la Cgil e solo nel 1952 entrerà nella Uil. Segretario della Cisl è eletto Giulio Pastore.
Celano (Aquila), nel corso di una manifestazione, la polizia apre il fuoco uccidendo Antonio Berardicuti e Agostino Paris, mentre altri 12 dimostranti vengono feriti. Un altro lavoratore, Antonio d'Alessandro, è ucciso, nelle medesime circostanze, da fiancheggiatori delle forze di polizia al servizio degli agrari
1° maggio 1952: Palermo, una sfilata di carri allegorici programmata per la festa del lavoro, è vietata dalla Questura e i celerini asportano e distruggono i carri approntati.
Torre Annunziata (Na), nella notte, tre militanti di sinistra, Raffaele Salvi, Ercole Nardotti e Leonardo Troncato vengono aggrediti da un gruppo di democristiani armati di coltelli e vanghe. Salvi è accecato con la calce viva e colpito alla testa.
Serracapriola (Foggia), Arturo Fallitta, segretario della Lega edili, viene aggredito da un mazziere degli agrari mentre rientra dalla manifestazione. E’ messo in salvo dai suoi compagni.
Rimini, migliaia di contadini, provenienti da tutto il circondario, invadono il lungomare e occupano simbolicamente il Grand Hotel
1° maggio 1953: i paesi aderenti alla Ceca decidono l’apertura delle frontiere per permettere il libero scambio dei prodotti siderurgici.
Torino, nel corso di un comizio De Gasperi denuncia la “combutta criminosa” fra destra e sinistra “al solo fine di impedire al centro il raggiungimento del premio di maggioranza”, e aggiunge che “aggredire la Dc è un atto di tradimento della Patria”
1° maggio 1955: Modena, la festa del lavoro assume un significato particolare perché “così grave era divenuta l’offensiva antidemocratica e antioperaia da far balzare in primo piano la lotta in difesa delle libertà e dei diritti dei lavoratori, gravemente minacciati". Gli stessi concetti saranno ripresi da Di Vittorio durante le due manifestazioni convocate, nei primi giorni di maggio a Modena e Mirandola, “per libere elezioni delle Commissioni interne e per la libertà nelle fabbriche”.
Roma, in piazza San Pietro, Pio XII parla a 300.000 lavoratori organizzati dalle Acli e dalle associazioni cattoliche.
Piombino, la polizia carica gli operai di ritorno dal comizio sindacale. Cinque lavoratori arrestati
1° maggio 1958: Roma, il ministero dell’Interno fa ritirare il passaporto al giornalista Danilo Dolci dopo la denuncia per aver vilipeso il governo in alcune interviste rilasciate a giornali stranieri, nelle quali affermava che la miseria di vaste aree siciliane era causa dalle responsabilità di parroci, polizia e dei rappresentanti dello stato.
Per pianificare l'azione del Bas (Comitato di liberazione del Sudtirolo) vengono in Alto Adige dall'Austria per incontrarsi con Josef (Sepp) Kerschbaumer dalle parti di Appiano, Wolfgang Pfaundler e Fritz Peter Molden. Prima, per procurarsi denaro, armi ed esplosivi, Kerschbaumer si è recato a Innsbruck per chiedere l'aiuto del segretario della Bergisel-Bund Eduard Widmoser. Ad Appiano i tre discutono le modalità per fare dell'Alto Adige una questione da proporre all'attenzione dell'opinione pubblica internazionale. Una delle modalità sono gli attentati. Pfaundler stringe rapporti con Georg Klotz della Val Passiria, intanto insieme a Kurt Welser trasporta in Alto Adige esplosivi, micce e detonatori
1° maggio 1960: un aereo spia americano, un U2, è abbattuto nei cieli dell’URSS e il pilota catturato
1° maggio 1861: Cuba, Fidel Castro proclama la prima Repubblica democratica e socialista d’America.
Roma, James King, in un memorandum, riassume il contenuto degli incontri avuti con esponenti politici italiani. Carlo Donat Cattin: “Gronchi, secondo Donat Cattin, rappresenta l’incognita dell’attuale situazione politica. L’uomo è capace di minacciare una crisi per essere rieletto. Nella corrente di Donat Cattin, Gronchi è odiatissimo. I suoi rivali sarebbero, per ora, il democristiano Segni e il socialdemocratico Saragat. Donat Cattin ha confidato di essere in via di principio favorevole a votare per Saragat”. Amintore Fanfani : “Alla mia domanda se Dc e Psi potessero governare insieme, Fanfani ha risposto che tutto dipende dall’immagine che Nenni saprà dare al suo partito, impedendo che a destra venga visto come alleato dei comunisti e a sinistra come venduto al capitalismo (...)” Giuseppe Codacci Pisanelli: “(...) rappresenta la destra Dc (...) Secondo Codacci Pisanelli l’apertura a sinistra è impraticabile. Ha detto che una volta lui era favorevole all’apertura, adesso visto che è impossibile è contrario. Dopo l’incontro ho domandato a Cavazza quando Codacci Pisanelli fosse stato favorevole; ha risposto: nel 1953. Cioè quando l’apertura era davvero impossibile (...)”. Giorgio Bo:“Bo rappresenta la sinistra democristiana. Un tempo lavorava per Enrico Mattei e adesso, ma solo formalmente, è il suo padrone, visto che Bo è ministro delle Partecipazioni statali. In realtà Mattei continua a dominarlo. Egli, come Mattei è dichiaratamente pro apertura. Ha detto che se Nenni, andando al governo, perderà un manipolo di estremisti ci guadagnerà soltanto. Così come anche alla Dc non farebbe male perdere un po’ di gente di destra”. Aldo Moro: “Ha premesso che il presidente Kennedy gli ha fatto una buona impressione ‘dal punto di vista filosofico’, ma che non ha ancora compreso in cosa la sua politica estera sia cambiata rispetto a quella dell’amministrazione precedente (...) Gli ho domandato cosa pensasse dell’apertura a sinistra. Mi ha risposto con un ragionamento che non avevo mai sentito da parte degli interlocutori precedenti. Egli ha fatto questa analisi: la Dc non è in grado di controllare da sola i governi locali (regioni, province, comuni); per farlo ha bisogno della collaborazione degli altri partiti; gli altri partiti a loro volta non sono in grado di collaborare tra di loro; la Dc può controllare il meridione appoggiandosi ai monarchici ed ai fascisti, cosa che Moro non ritiene disdicevole se dettata da necessità; la Dc però non riuscirebbe a controllare l’Italia del nord appoggiandosi alle destre; la conclusione è che se la Dc vuole continuare a governare sia a livello nazionale sia a livello locale, ha bisogno di un alleato indicato da Moro per raggiungere tale fine, è il partito socialista”. Pietro Nenni: “Nenni ha iniziato dicendo che la rottura è arrivata dopo tanti anni, in quanto nel primo dopoguerra i comunisti perseguivano una politica moderata. Nel periodo 1945-’48, ha detto, i comunisti erano quasi sempre alla nostra destra . Ha avanzato tre motivi per l’allontanamento del Psi dal Pci. Primo motivo: Stalin. Secondo motivo: la delusione seguita alla destalinizzazione, che non è servita a modificare il volto del movimento comunista. Terzo motivo: la repressione da parte dei sovietici della rivolta di Ungheria (...)”
1 maggio 1962: in quasi tutti i capoluoghi di provincia si sono svolte manifestazioni per festeggiare la festa dei lavoratori. In particolare importanti manifestazioni si sono svolte a Bologna e Modena, a Napoli - dove ha parlato il segretario generale della Cgil Agostino Novella), a Roma, a Milano, a Firenze, a Bari, a Venezia, a Pescara, ad Ancona. Particolarmente significativa la manifestazione di Cerignola (Foggia), dove è stata inaugurata la Casa del Popolo intitolata a Giuseppe Di Vittorio, allacostruzione della quale hanno contribuito le centrali sindacali di numerosi paesi e la F.S.M
1° maggio 1967: Spagna, le Comisiones Obreras organizzano in diverse città spagnole la ricorrenza della festa del lavoro; ne seguono scontri con la polizia franchista. A dare man forte agli operai, manifestano anche molti studenti.
Washington, in un documento della Cia si fa il nome di Clay Shaw, milionario americano, fra i dirigenti del Centro mondiale commerciale (Cmc), indagato come uno dei mandanti dell’omicidio di John Kennedy. Il Cmc viene ritenuto uno dei canali utilizzati dalla Cia per far giungere finanziamenti clandestini agli oppositori del centro sinistra in Italia
1° maggio 1968: Roma, a piazza San Giovanni il comizio del segretario cittadino della Cgil, il socialista Agostino Marianetti, è interrotto da migliaia di studenti che contestano l’oratore.
Berlino Ovest, partecipa alla manifestazione indetta per la festa dei lavoratori Giangiacomo Feltrinelli, la cui presenza viene segnalata dai servizi segreti italiani a quelli tedeschi.
Spagna, le Comisiones Obreras organizzano nei centri operai, manifestazioni per la festa del lavoro. cla polizia intervie in modo massiccio
1° maggio 1969: la festa del lavoro è celebrata con manifestazioni in tutto il paese: particolarmente significative quelle organizzate ad Avola e a Portella della Ginestra, dove si ricordano rispettivamente i caduti nel recente eccidio della polizia e quelli del 1947. I giovani del movimento studentesco partecipano per lo più ai cortei sindacali, per poi proseguire le manifestazioni autonomamente. A Roma, la polizia carica il corteo degli studenti che, dopo aver assistito al tradizionale comizio sindacale in piazza San Giovanni, sfilava dietro lo striscione “Università al popolo”.
In vista del 1° maggio la Cgil lancia un appello in cui si afferma, tra l'altro, che la ricorrenza arriva in un "(...) clima di grandi lotte, di crescente unità, di significative conquiste, di alta partecipazione sindacale e democratica, di rinnovato impegno per la pace e la libertà dei popoli. Il movimento sindacale va fiero per i successi conseguiti in questi mesi nelle battaglie salariali e sociali che hanno avuto ragione di molte resistenze padronali e conservatrici, e che sono destinati a incidere positivamente sulla condizione dei lavoratori nella fabbrica e sullo sviluppo economico-sociale del Paese. Questi successi però pongono in maggior risalto le gravi questioni tuttora irrisolte, gli squilibri ancora accresciuti, causa di tensioni ed esasperazioni a cui è stata data troppo spesso una risposta inadeguata o — come ad Avola e a Battipaglia — tragicamente repressiva. Sostanziale aumento dei salari, incremento dell'occupazione, riduzione dell'orario a 40 ore, controllo della condizione lavorativa, difesa della salute e riforma della sanità, trasformazione della scuola: queste sono esigenze pressanti sulle quali si impegna la lotta dei lavoratori. Ma la nuova partecipazione di massa all'azione sindacale esprime al tempo stesso una forte carica di rivolta contro le illibertà e gli autoritarsimi cui deve oggi sottostare il lavoratore. La CGIL è interprete e protagonista di questa spinta rinnovatrice che deve concretarsi in nuovi ed effettivi diritti e poteri ai lavoratori e al sindacato nella fabbrica e nella società. Il disarmo della polizia in servizio di ordine pubblico diventa in tal senso un atto qualificante della volontà del pubblico potere di assumere nuovi atteggiamenti verso le istanze di progresso dei lavoratori (...)".
La festa del Primo Maggio si è profondamente legata, quest'anno, alle grandi lotte sindacali e sociali che i lavoratori italiani hanno combattuto e combattono, alla loro crescente volontà di partecipazione e di potere. A questi contenuti si è unita la dura condanna della repressione e la richiesta del disarmo della polizia. Come ha detto nel suo comizio a Roma il segretario generale della CGIL, Agostino Novella, «(...) le lotte operaie si sono sviluppate ed intrecciate con quelle delle masse studentesche, degli impiegati, dei contadini, degli artigiani, dei tecnici, dei professionisti e di tante altre categorie di cittadini lavoratori. Ovunque, le nuove generazioni di
lavoratori sono state all'avanguardia dei movimenti e delle lotte. Il rinnovamento democratico e sociale del Paese può così contare su uno schieramento di forze sociali così largo come mai, finora, si era verificato. A certi gruppi dirigenti del Paese noi oggi domandiamo: dove si vuole arrivare con la repressione, con la violenza e con gli eccidi dei lavoratori?
Certamente vi è chi vuole intimidire le masse lavoratrici in lotta; ma forse c'è anche chi tende a realizzare dei piani provocatori, rivolti a dividere i lavoratori, rivolti a determinare situazioni che favorirebbero l'isolamento e la sconfitta della parte più avanzata del movimento operaio. Ebbene — ha proseguito Novella — a tutt i, noi diciamo che i lavoratori risponderanno all'intimidazione con una lotta di massa ancora più possente e con la loro unità, che i lavoratori risponderanno ai piani provocatori con una loro lotta unitaria e democratica di massa, sempre più vasta, decisi a raccogliersi intorno alle loro grandi organizzazioni e a portare avanti le loro conquiste (...)».
Spagna, le Comisiones Obreras organizzano celebrazioni del primo maggio in diverse città fra le quali Madrid, Barcellona, Bilbao, Gijon, Ferrol, Siviglia, Levida, Valladolid. Ovunque interviene la polizia effettuando fermi ed arresti. In Portogallo, per evitare le manifestazioni, le autorità hanno chiuso l’università di Lisbona e diffuso, attraverso radio e televisione, appelli all’ordine.
1 maggio 1970: gli ex combattenti dell'Associazione volontari di Bir el Gobi tengono il loro ventunesimo raduno con la partecipazione, per la prima volta, dei camerati tedeschi dell'ex Afrika-Korps del maresciallo Rommel. In un albergo diPeschiera del Garda, sede dell'incontro, ricevono gli ospiti il presidente dell'Associazione Mario Giachi, gli ex generali Fernando Tannucci Nannini e Giovanni Lonzu, il cappellano militare don Luigi Sbaissero, Fabio Zirulia e Francesco Tampier. Gli ospiti sono guidati da Bernhard Bater, in rappresentanza del presidente dell'Associazione dell'Afrika-korps tedesco, l'ex generale Siegfried Westphal.
Reggio Calabria, la nave Heros dell'armatore tedesco Günther Leinhauser sbarca un carico di fucili. Poi prosegue la sua rotta. Proveniente da Barcellona, via Cagliari e Messina, approderà a Venezia, dove verrà scoperto nelle sue stive un carico di tabacco di contrabbando. Saranno condannati in contumacia Leinhauser, il comandante Dietrich Wenn Hold, il suo vice Karl Schramm e tre membri dell'equipaggio.
Per la prima volta dal 1948, le tre Confederazioni celebrano unitariamente la festa dei lavoratori.
Durante alcuni scontri muore, a Genova, il missino Ugo Venturini
1° maggio 1971: Udine, la Questura vieta, dopo una dura presa di posizione di tutte le forze politiche antifasciste, una manifestazione Tricolore. Per una decina di giorni gruppi di fascisti, provenienti anche da altre città, daranno vita a numerose provocazioni.
Madrid, si svolge lo sciopero indetto dalle Commissiones obreras. La Standard Electric licenzia 16 lavoratori ritenuti organizzatori dell’agitazione: gli operai rispondono occupando lo stabilimento.
Palermo, decine di famiglie senzatetto occupano gli appartamenti dello Iacp nel quartiere Michelangelo.
Roma, si formaall’ospedale Forlanini il primo collettivo ospedale-quartiere, per iniziativa di medici, malati, della Fiom e del movimento studentesco della facoltà di Medicina.
Padova, occupata la fonderia Peraro contro la messa in cassa integrazione di 350 operai.
Raduno di ex combattenti della RSI. Sono presenti, tra gli altri, Francesco Tampier (MI), Bernhard Bater, Nereo Gardin (MI), Francesco Cavallaro, Salvatore Musso, Antonio Fante, Giovanni Battista Borsano, Francesco Giancola, Teodoro Pasini, Ezio Tartaglia (tra i fedelissimi di Borghese e presidente dell’Associazione nazionale campeggiatori escursionisti - ANCE)
1 maggio 1973: in Italia il 1° maggio unitario ha segnato un ulteriore impegno militante dei lavoratori contro il fascismo. Manifestazioni imponenti si sono svolte a Napoli, Roma, Bologna, Torino, Milano. Poche parole di celebrazione e molte indicazioni di lotta: questo il significato delle centinaia di cortei e di comizi che si sono svolti in tutto il paese. Le indicazioni principali sono soprattutto tre: lotta al fascismo e al governo che gli lascia spazio, lotta per le riforme intese come tappe verso un nuovo meccanismo di sviluppo, lotta per ampliare e consolidare l'unità sindacale.
«Come a Chicago, si muore davanti alle fabbriche e per le vie di Spagna. Si muore per respingere le 56 ore settimanali e i contratti firmati in bianco». Le Commissioni operaie hanno lanciato un appello di solidarietà con Marcelino Comacho e altri nove dirigenti operai in carcere per aver difeso i diritti dei lavoratori. Ad Hanoi primo maggio dopo la vittoria; la festa del lavoro vede uniti nel grande corteo, operai e contadini, intellettuali e soldati. A Londra lo sciopero generale indetto dal Consiglio esecutivo dei sindacati britannici per protestare contro la politica governativa del blocco dei salari, ha reso festiva per la prima volta la giornata del 1° maggio. A migliaia i lavoratori inglesi hanno manifestato per le strade della capitale. In Francia grande manifestazione unitaria — per la prima volta dopo 26 anni — CGT e CFDT cui si è associata la Federazione dell'Educazione Nazionale (FEN), il PCF, il partito socialista e il movimento dei radicali. In Giappone, a Tokioi lavoratori hanno manifestato nelle strade.
1° maggio 1977: Turchia, nel corso di una manifestazione sindacale alcuni terroristi sparano sui partecipanti uccidendo 34 persone e ferendone 200.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Evangelisti incontra a New York il latitante Michele Sindona, che anche con lui perora la propria causa. Evangelisti dirà di avere incontrato casualmente Sindona mentre andava a comprare dei soldatini
1 maggio 1978: Roma, si presenta al criminologo Franco Ferracuti, consulente del Sisde (Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica) con il compito di selezionare gli aspiranti alle assunzioni civili, il cittadino americano Michael Ledeen che in passato ha soggiornato a lungo in Italia e che negli Stati Uniti fa capo al Csis (Center for Strategic and International Studies), istituzione privata presso la Georgetown University di Washington che riunisce personalità del Partito repubblicano e dei servizi segreti. Tra di essi, secondo uno scritto dello stesso Ledeen, Henry Kissinger, Edward Luttwak, Walter Laqueur, Ray Cline. Dirà Ferracuti: "Fece una proposta, quella di una sua collaborazione permanente al Sisde per affrontare il problema del terrorismo in Italia. Spiegò che faceva parte di un centro studi americano che raccoglieva anche personalità di spicco. La giornalista Claire Sterling avrebbe avuto il ruolo di corriere tra il Sisde e il Centro. Per sè chiese un compenso di 200 mila dollari. Ma lavoravano per il Partito repubblicano e l'amministrazione americana era retta dai democratici. Perciò consigliai il generale Grassini di non accettare la proposta perchè saremmo entrati in confliitto col governo americano. Grassini fu d' accordo, ma Ledeen non si dette per vinto. Si rivolse al ministro Cossiga chiamandolo Francesco. Fece anche il nome di Francesco Pazienza". Il generale Giulio Grassini, direttore del Sisde, e lo stesso Ferracuti risulteranno affiliati alla P2
1 maggio 1979: esce il secondo numero del periodico Quex, che si presenta come stampato in Francia. Direttore responsabile Fernando Dell'Asta, in redazione Nico Azzi, Edgardo Bonazzi, Francesco (Franz) De Min, Sergio Latini, Angelo Croce, Mauro Marzorati, Maurizio Murelli, Mario Tuti, Angelo Izzo. In realtà, come sarà accertato, il fascicolo è prodotto in Italia e quello del direttore è un altro nome di copertura di Fabrizio Zani, tra i principali promotori dell'iniziativa. In questo numero di Quex viene lanciata la proposta di costituire i "Cuib" (termine ripreso dal filosofo rumeno Codreanu che sta per "nido", unità di base del movimento rivoluzionario): "Bisogna costituire i Cuib. Bisogna costituire cioè dei nuclei rivoluzionari di minima entità che incentrino la loro opera sull'azione esemplare". Da qui la parola d'ordine "spontaneismo", precisando che la rivista "si riconosce in grandissima parte nelle posizioni rivoluzionarie espresse da Franco Freda". Nella rubrica fissa"Ecrasez l'infame" è indicato come "delatore" Giorgio Muggiani, del Msi di Milano. Col secondo numero Quex comincia a essere distribuito tramite gli stessi canali di Terza Posizione
1 maggio 1980: Buenos Aires, all'hotel Sheraton si incontrano Stefano Delle Chiaie, che si presenta con il falso nome di Alfredo Di Maio, e Elio Ciolini, pregiudicato "non estraneo al mondo dei servizi segreti" (così verrà definito in sede inquirente) che si è stabilito in Svizzera. L'incontro avviene dopo che Giovanni Lanfrè, ex senatore del Movimento Sociale Italiano residente in Argentina, ha avvertito Delle Chiaie dell'arrivo di Ciolini, che propone affari commerciali. Ciolini invita Delle Chiaie a visitare la sua società in Svizzera e procura un passaporto - che il capo di Avanguardia Nazionale fa intestare al suo camerata Maurizio Giorgi, anche lui in Argentina - e i soldi per il viaggio. Delle Chiaie dirà poi di avere usato lui quel passaporto per recarsi in Europa dal giugno al settembre 1980, quando rientrerà a Buenos Aires. Lì in autunno lo raggiungerà Ciolini
1° maggio 1982: l’ex generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa è nominato prefetto di Palermo
Durante un interrogatorio del giudice istruttore l'attentatore del Papa Mehmet Ali Agca dichiara l'esistenza di un complotto dietro l'azione terroristica, riservando a se stesso solo il ruolo dell'esecutore e addossandone l'ideazione ai servizi segreti bulgari. Poi farà il nome di tre cittadini di quel paese come suoi complici: Serghj Antonov, caposcalo della Balkan Air a Roma, e Todor Ajvazov e Jelio Vassiliev, dipendenti dell'ambasciata bulgara a Roma. Quasi contemporaneamente negli Stati Uniti un periodico di larga diffusione, il "Reader's Digest", lancerà la "pista bulgara" con articoli di Claire Sterling, che frequenta gli ambienti del Csis (Centro Studi Strategici e Internazionali) della Georgetown University di Washington
1 maggio 1999: Aviano, oltre 200 persone hanno raggiunto la base militare per un’azione non violenta, intendevano lanciare piccole mongolfiere di carta, palloncini ed aquiloni. Ma sono stati bloccati dalle forze di polizia che hanno provveduto ad identificare 19 persone e a denunciare Giuseppe Sini per “istigazione a delinquere in relazione al reato di attentato alla sicurezza dei trasporti”.
Torino, la polizia carica i manifestanti contro la Nato che volevano sfilare insieme agli aderenti ai sindacati e alle forze politiche parlamentari, dando il via ad una serie di incidenti che si protraggono per ore e si concludono con la denuncia a piede libero di almeno 120 giovani.
Brescia, nel corso della manifestazione indetta dai sindacati e forze politiche in piazza della Loggia, si verificano incidenti fra giovani dei centri sociali e associazioni, e sindacalisti che non consentono ai primi di parlare dal palco.
Roma, la polizia blocca un centinaio di giovani di destra che, armati di bastoni e bottiglie molotov, tenta di dirigersi verso piazza San Giovanni dove è in corso il comizio sindacale. Negli incidenti, vengono contusi 3 poliziotti e 60 giovani vengono identificati e denunciati.
1 – 3 maggio: In soli 3 giorni, la Nato colpisce 2 autobus di civili, provocando almeno 17 morti e diversi feriti e tenta di incolpare per uno degli eccidi, l’Uck. Raid sulle centrali elettriche e sulla raffineria di Novi Sad, già bombardata in aprile, che viene completamente distrutta il 2 maggio, provocando un ulteriore disastro ambientale
1 maggio 2000: I sindacati confederali, pur indicendo manifestazioni unitarie in molte città, hanno deciso di lasciare al Papa la ricorrenza del primo maggio a Roma, celebrandola insieme a lui. Il sindacalismo di base, insieme a diverse realtà associative, ha promosso un corteo alternativo da piazza Esedra a piazza Navona che ha visto sfilare 50.000 persone per la difesa dei diritti dei lavoratori e degli immigrati.
All’ospedale di Ragusa muore una giovane detenuta per furto, Giovanna Franzò. Non le era stata curato un ascesso ai denti ed invano aveva chiesto antibiotici
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