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Politica Il lungo duello tra Veltroni e D'Alema sembra finito. Il presidente della Fondazione dei progressisti europei sembra dare ragione all'ex sindaco di Roma. "Sono venute meno le premesse del modello socialdemocratico" ha detto lunedì al convegno su "Socialdemocrazia, eclisse o rilancio", organizzato da Cesare Damiano nella sede del PdAncora una volta compare il terribile invito ad andare "oltre". Ma a forza di andare "oltre" l'anomalia politica italiana è esplosa
Walter Veltroni, liberaldemocratico kennedyano. Massimo D'Alema, socialdemocratico. Da vent'anni, da quando Achille Occhetto sciolse il Pci nel 1991 per dare vita al Pds, Veltroni e D'Alema si scontrano sull'identità politica e la strategia da dare al partito postcomunista erede di quello guidato da Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer. La storia del Pci-Pds-Ds-Pd è di vent'anni di ondeggiamenti. Quando era segretario d'Alema (del Pds-Ds, dal 1994 al 1998) sembrò che prevalesse l'opzione socialdemocratica, quando era al timone Veltroni (dal 1998 al 2001 dei Ds e dal 2007 al 2009 del Pd) sembrò vincere l'ispirazione liberaldemocratica.
Adesso il lungo duello tra Veltroni e D'Alema sembra finito. Il presidente della Fondazione dei progressisti europei sembra dare ragione all'ex sindaco di Roma. "Sono venute meno le premesse del modello socialdemocratico" ha detto lunedì D'Alema al convegno su "Socialdemocrazia, eclisse o rilancio", organizzato da Cesare Damiano nella sede del Pd.
Adesso il lungo duello tra Veltroni e D'Alema sembra finito. Il presidente della Fondazione dei progressisti europei sembra dare ragione all'ex sindaco di Roma. "Sono venute meno le premesse del modello socialdemocratico" ha detto lunedì D'Alema al convegno su "Socialdemocrazia, eclisse o rilancio", organizzato da Cesare Damiano nella sede del Pd.
La globalizzazione, la fine del modello fordista del lavoro, ha sottolineato l'ex presidente del Consiglio, ha prodotto la svolta della quale va preso atto con coraggio. L'analisi è netta: "Si è conclusa una storia e bisogna costruire su basi nuove un profilo progressista su scala globale, nel quale i socialisti sono solo una parte di un movimento più ampio". Nel mondo, ha osservato, "le grandi forze progressiste al governo non hanno matrice socialista". Di qui l'invito: "I socialisti europei vadano oltre i confini della loro esperienza storica e geografica".
Appaiono quasi le parole di Veltroni. Se non è un addio, è un mezzo addio di D'Alema al socialismo europeo per sperimentare strade nuove. Quali? Non è chiaro. Ancora una volta la sollecitazione è ad andare "oltre", e questa volta l'invito è indirizzato ai socialisti europei. che pure appaiono in rimonta (hanno vinto in Danimarca, a Berlino e a Parigi). I socialisti europei saranno pure in crisi ma, in ogni nazione del vecchio continente cercano una formula diversa (libertaria, liberalsocialista, socialdemocratica) di rilancio e dalla fine del 1800 sono un faro di civiltà per il resto del pianeta.
Appaiono quasi le parole di Veltroni. Se non è un addio, è un mezzo addio di D'Alema al socialismo europeo per sperimentare strade nuove. Quali? Non è chiaro. Ancora una volta la sollecitazione è ad andare "oltre", e questa volta l'invito è indirizzato ai socialisti europei. che pure appaiono in rimonta (hanno vinto in Danimarca, a Berlino e a Parigi). I socialisti europei saranno pure in crisi ma, in ogni nazione del vecchio continente cercano una formula diversa (libertaria, liberalsocialista, socialdemocratica) di rilancio e dalla fine del 1800 sono un faro di civiltà per il resto del pianeta.
Uguaglianza, libertà e democrazia sono le parole d'ordine che hanno permesso ai socialisti di costruire in un secolo uno Stato sociale che ha consentito l'emancipazione dei lavoratori e delle classi sociali subalterne. Le sollecitazioni italiane ad andare "oltre" hanno lasciato freddi in questi anni i socialisti europei: la proposta dell'Ulivo mondiale di Clinton, Blair e Veltroni non è mai fiorita e la richiesta all'Internazionale socialista a cambiare nome è stata rispedita al mittente. Del resto la sinistra italiana non costituisce una cattedra credibile. Le forze progressiste in Asia, in America e in Africa sono realtà importanti, ma bisognerebbe costruire qualcosa a partire dall'Europa e dal Partito socialista europeo, del quale il Pd, invece, non fa parte.
L'invito ad andare "oltre" in Italia ha portato alla metamorfosi continua del Pci-Pds-Ds-Pd. Abbandonato il comunismo, sono stati assunti i nomi di sinistra e democrazia, ma mai il termine socialista. Veltroni nel 2007 andò "oltre" e fondò il Pd con la fusione di Ds, eredi del Pci, e della Margherita, erede della sinistra Dc. Nacque una grande forza riformista ma dai connotati incerti, né socialista né di sinistra, tanto che non aderì né all'Internazionale socialista né al Partito socialista europeo. Nacque un Pd dall'identità confusa e con un programma poco credibile tanto che ha cambiato ben tre segretari in quattro anni di vita (Veltroni, Franceschini e Bersani).
"Il Pd è un amalgama fin qui mal riuscito", commentò già nel dicembre 2008 D'Alema. Un amalgama così "malriuscito" che, nonostante i disastri provocati da Silvio Berlusconi, non riesce a costituire una credibile alternativa di governo e c'è chi invoca l'arrivo un "papa straniero".
"Il Pd è un amalgama fin qui mal riuscito", commentò già nel dicembre 2008 D'Alema. Un amalgama così "malriuscito" che, nonostante i disastri provocati da Silvio Berlusconi, non riesce a costituire una credibile alternativa di governo e c'è chi invoca l'arrivo un "papa straniero".
A forza di andare "oltre" l'anomalia politica italiana è esplosa: 1) il "presidente-imprenditore" è sotto accusa da tutti eppure è ancora a Palazzo Chigi; 2) da noi, unico paese in Europa, manca un grande partito socialista (il Psi di Riccardo Nencini è un micro partito con l'1% dei voti); 3) dal 2008 nel Parlamento non c'è più un deputato e un senatore di sinistra (è stata cancellata la sinistra riformista, quella radicale e quella ambientalista).
"L'Internazionale socialista riflette un mondo che non c'è più", ha sostenuto lunedì D'Alema, ancora vice presidente dell'Internazionale socialista. Chissà se George Papandreou, presidente
dell'Internazionale socialista e presidente del Consiglio greco, la pensa nello stesso modo. Certamente Papandreou ha poco tempo a disposizione, impegnato a risolvere la gravissima crisi economica che vede la Grecia ad un passo dal collasso finanziario.
D'Alema ha parlato anche dell'Italia. Ha proposto un governo di "responsabilità nazionale", di grande coalizione. Per sconfiggere Berlusconi, ha sostenuto, serve una grande alleanza tra progressisti e moderati. L'occhio è rivolto sempre a Pier Ferdinando Casini, all'Udc.
"Sconfiggere il nemico senza combattere è la massima abilità", sostiene Sun Tzu, un antico pensatore cinese, nell'Arte della Guerra. D'Alema sembra un grande estimatore di Sun Tzu e del suo saggio, ma finora le sconfitte prevalgono sulle vittorie.
"L'Internazionale socialista riflette un mondo che non c'è più", ha sostenuto lunedì D'Alema, ancora vice presidente dell'Internazionale socialista. Chissà se George Papandreou, presidente
dell'Internazionale socialista e presidente del Consiglio greco, la pensa nello stesso modo. Certamente Papandreou ha poco tempo a disposizione, impegnato a risolvere la gravissima crisi economica che vede la Grecia ad un passo dal collasso finanziario.
D'Alema ha parlato anche dell'Italia. Ha proposto un governo di "responsabilità nazionale", di grande coalizione. Per sconfiggere Berlusconi, ha sostenuto, serve una grande alleanza tra progressisti e moderati. L'occhio è rivolto sempre a Pier Ferdinando Casini, all'Udc.
"Sconfiggere il nemico senza combattere è la massima abilità", sostiene Sun Tzu, un antico pensatore cinese, nell'Arte della Guerra. D'Alema sembra un grande estimatore di Sun Tzu e del suo saggio, ma finora le sconfitte prevalgono sulle vittorie.
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