Primo maggio di festa, primo maggio di lotta.
È la festa del lavoro su cui si fonda la nostra Repubblica e la nostra Costituzione.
È la festa del lavoro, di un lavoro che è sempre più a rischio, di un lavoro che si perde, di un lavoro che ha bisogno che la politica lo rimetta al centro della propria iniziativa.
Il comparto maggiormente colpito è quello del motociclo con alcune migliaia di posti di lavoro a rischio: la Malaguti in cassa integrazione da novembre e rischia di scomparire la Moto Morini, dopo che il 13 aprile scorso la seconda asta fallimentare è andata deserta. La Masiero è già chiusa, mentre Paioli e Galvanotecnica sono in liquidazione e resta difficile la situazione della Verlicchi.
Al primo marzo i disoccupati a Bologna e provincia erano 68.687, con un aumento del 17,5 rispetto all’anno prima e su oltre 10.000 lavoratori in mobilità per 6.818 di loro non è prevista alcuna indennità.
Sinistra per Bologna e la Federazione della Sinistra sono in piazza oggi con la Cgil – e lavoreremo con convinzione e determinazione per la riuscita dello sciopero generale del 6 maggio – perché bisogna impedire che la perdita del posto di lavoro crei una “città invisibile” popolata da disoccupati, sottooccupati, precari, da coloro i quali non cercano nemmeno lavoro, di quanti sono lentamente scesi di girone in girone nell’inferno della emarginazione sociale ed economica.
E questa città si intreccia – come in un racconto di Calvino – con altre “città invisibili”. Quella della marginalità sociale e dell’immigrazione forzata, quella non solo dei barboni e dei senza casa che vedono morire di stenti i propri figli nella cornice di Piazza Maggiore, ma anche quella delle centinaia di persone che oramai popolano le periferie senza nome di una città sempre meno accogliente e tollerante nei confronti di chi non si può permettere di fare shopping nei l negozi del centro.
E c’è un’altra “città invisibile”, quella delle categorie più deboli: i bambini, gli anziani e gli animali che spesso rappresentano l’unica fonte di amicizia, un antidoto alla solitudine per moltissime persone più o meno anziane.
Noi vogliamo ridare un volto a queste città invisibili. E lo faremo – con la manifestazione di chiusura della campagna elettorale il prossimo 12 maggio – come abbiamo sempre fatto e continueremo a fare nel nostro quotidiano impegno politico, sempre dalla parte dei più deboli. E ci batteremo perché l’unità è un bene prezioso che si conquista lottando e mettendo sempre al centro l’interesse generale dei lavoratori e non l’accettazione dei ricatti, siano essi della Fiat o del governo.
Sinistra per Bologna e la Federazione della Sinistra saranno in piazza il 1° maggio con le bandiere rosse, con la falce e il martello simboli del lavoro e nel proprio gazebo saranno distribuiti i garofani rossi, tradizionale ricordo della festa del lavoro.
Raffaele Salinari – Capolista Sinistra per Bologna
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