IL SOL DELL'AVVENIRE

"Libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta".

sabato 30 aprile 2011

Primo maggio di lotta. Diamo visibilità alla città invisibile


Primo maggio di festa, primo maggio di lotta.
È la festa del lavoro su cui si fonda la nostra Repubblica e la nostra Costituzione.
È la festa del lavoro, di un lavoro che è sempre più a rischio, di un lavoro che si perde, di un lavoro che ha bisogno che la politica lo rimetta al centro della propria iniziativa.
Primo maggio di lotta. Diamo visibilità alla città invisibileLa situazione a Bologna e provincia non ammette abbassamenti di guardia: sono in lotta per la difesa del posto i 75 lavoratori della Mandarina Duck, i cento dipendenti della Ocem, mentre sono stati messi in mobilità i lavoratori della Eurodent. Difficile anche la situazione dei 58 lavoratori della ex Manifattura Tabacchi.
Il comparto maggiormente colpito è quello del motociclo con alcune migliaia di posti di lavoro a rischio: la Malaguti in cassa integrazione da novembre e rischia di scomparire la Moto Morini, dopo che il 13 aprile scorso la seconda asta fallimentare è andata deserta. La Masiero è già chiusa, mentre Paioli e Galvanotecnica sono in liquidazione e resta difficile la situazione della Verlicchi.
Al primo marzo i disoccupati a Bologna e provincia erano 68.687, con un aumento del 17,5 rispetto all’anno prima e su oltre 10.000 lavoratori in  mobilità per 6.818 di loro non è prevista alcuna indennità.
Sinistra per Bologna e la Federazione della Sinistra sono in piazza oggi con la Cgil –  e lavoreremo con convinzione e determinazione per la riuscita dello sciopero generale del 6 maggio – perché bisogna impedire che la perdita del posto di lavoro crei una “città invisibile” popolata da disoccupati, sottooccupati, precari, da coloro i quali non cercano nemmeno lavoro, di quanti sono lentamente scesi di girone in girone nell’inferno della emarginazione sociale ed economica.
E questa città si intreccia – come in un racconto di Calvino – con altre “città invisibili”. Quella della marginalità sociale e dell’immigrazione forzata, quella non solo dei barboni e dei senza casa che vedono morire di stenti i propri figli nella cornice di Piazza Maggiore, ma anche quella delle centinaia di persone che oramai popolano le periferie senza nome di una città sempre meno accogliente e tollerante nei confronti di chi non si può permettere di fare shopping nei l negozi del centro.
E c’è un’altra “città invisibile”, quella delle categorie più deboli: i bambini, gli anziani e gli animali che spesso rappresentano l’unica fonte di amicizia, un antidoto alla solitudine per moltissime persone più o meno anziane.
Noi vogliamo ridare un volto a queste città invisibili. E lo faremo – con la manifestazione di chiusura della campagna elettorale il prossimo 12 maggio – come abbiamo sempre fatto e continueremo a fare nel nostro quotidiano impegno politico, sempre dalla parte dei più deboli. E ci batteremo perché l’unità è un bene prezioso che si conquista lottando e mettendo sempre al centro l’interesse generale dei lavoratori e non l’accettazione dei ricatti, siano essi della Fiat o del governo.
Sinistra per Bologna e la Federazione della Sinistra saranno in piazza il 1° maggio con le bandiere rosse, con la falce e il martello simboli del lavoro e nel proprio gazebo saranno distribuiti i garofani rossi, tradizionale ricordo della festa del lavoro.

Raffaele Salinari – Capolista Sinistra per Bologna

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