IL SOL DELL'AVVENIRE

"Libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta".

sabato 23 aprile 2011

Pasqua di lotta nelle fabbriche bolognesi




Per molti lavoratori bolognesi sarà una Pasqua di lotta in difesa del proprio posto di lavoro. La situazione di crisi – con una forte ripresa delle richieste di cassa integrazione – colpisce un po’ in tutti i settori.
 I lavoratori della OerliKon, storica fabbrica metalmeccanica di Porretta Terme con 250 operai occupati,  presidiano la fabbrica per impedirne lo smantellamento, dopo che negli ultimi giorni si è diffusa la voce di un possibile nuovo stop della produzione.
In lotta per la difesa del posto i 75 lavoratori della Mandarina Duck, i cento dipendenti della Ocem, mentre sono stati messi in mobilità i lavoratori della Eurodent.  Difficile anche la situazione dei 58 lavoratori della ex Manifattura Tabacchi.
Il comparto maggiormente colpito è quello del motociclo con alcune migliaia di posti di lavoro a rischio: la Malaguti, dopo l’avvio della cassa integrazione nel novembre scorso, ha deciso di fermare la produzione il 15 aprile in attesa di un possibile compratore entro l’anno. Rischiano di scomparire la Moto Morini, perché il 13 aprile scorso la seconda asta fallimentare è andata nuovamente deserta. Mentre la Masiero, è già chiusa e la Paioli e la Galvanotecnica sono entrambe in liquidazione. Poi c’è la Verlicchi, il cui fallimento è stato dichiarato il 15 aprile e che continua ad essere presidiata dai lavoratori per impedirne lo smantellamento e poter così riprendere la produzione con il curatore fallimentare.

E non cessano  nemmeno le delocalizzazioni: l’apertura di uno stabilimento Ducati in Thailandia potrebbe creare le condizioni per una possibile crisi dei posti di lavoro sul territorio.

Per questo e per tanti altri motivi – la mancanza di una politica industriale, i rischi di depotenziamento dei referendum sull’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento, la lotta al precariato e per impedire i continui attacchi alle condizioni di vita dei ceti popolari, per una politica di inclusione e non di esclusione, per la pace e il ritiro delle cosiddette missioni di pace – Sinistra per Bologna e la Federazione della Sinistra saranno in piazza con la Cgil il 1° maggio e lavoreremo con convinzione de determinazione per la riuscita dello sciopero generale del 6 maggio.
L’unità è un bene prezioso che si conquista lottando e mettendo sempre al centro l’interesse generale dei lavoratori e non l’accettazione dei ricatti, siano essi della Fiat o del governo.
Sinistra per Bologna e la Federazione della Sinistra saranno in piazza il 1° maggio con le bandiere rosse, con la falce e il martello simboli del lavoro e nel proprio gazebo saranno distribuiti i garofani rossi, tradizionale ricordo della festa del lavoro.


Raffaele Salinari - Capolista Sinistra per Bologna

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