IL SOL DELL'AVVENIRE

"Libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta".

giovedì 11 novembre 2010

Il premier bambino

Elio Lagan

Il paese che ha sovente imputato ad esponenti di più alto profilo il semplice fatto d'essere vecchi, ha finora scelto d'essere rappresentato da un premier bambino. Silvio Berlusconi è un perfetto prototipo di comportamento narcisistico-edonistico tipico dell'infante a cui non si pone mai un limite


Il premier bambinoSpesso i critici più ultrà di Silvio Berlusconi rimarcano la sua avanzata età anagrafica, peraltro disperatamente dissimulata dal titolare. Ne chiedono la testa principalmente per ciò che l'uomo ha fatto al cuoio capelluto. Andassero oltre le battute d'avanspettacolo su tinte e trapianti, si troverebbero a scoprire che il premier ha probabilmente ragione. Le sue azioni rispondono ai modelli comportamentali d'un giovanissimo: i suoi neuroni non paiono essere d'anziano, sembrano piuttosto quelli per nulla ingarbugliati d'un infante.

E' che il paese che ha sovente imputato ad esponenti di più alto profilo il semplice fatto d'essere vecchi, ha scelto d'essere rappresentato da un premier bambino. Viviamo in una società dove da diversi anni i genitori hanno abdicato, lasciando colpevolmente spazio eccessivo ai capricci e alle pretese dei piccoli. Era conseguente che prima o poi il capo del governo incarnasse in pieno i valori individualisti e anarchici d'un fanciullo. Silvio Berlusconi è un perfetto prototipo di comportamento narcisistico-edonistico tipico dell'infante a cui non si pone mai un limite. Che egli attui le strategie semplici ed efficaci del piccolo che tiranno che tiene in pugno la famiglia, è facilmente intuibile e verificabile. La tecnica del piagnisteo è sicuramente quella preferita. Se si tratta di scansare eventuali rimproveri, o di ottenere qualcosa di immeritato, scatta l'attacco violento e lacrimante al cattivaccio di turno: il maestro e quindi, etimologicamente a ruota, il magistrato. Anatemi lanciati soprattutto contro la logica: e difatti abbiamo verificato tutti di persona quanto il protrarsi del piagnisteo di un bimbo viziato sia direttamente proporzionale all'infondatezza dei motivi che lo scatena.
La totale mancanza di empatia; l'assenza di scrupolo e di pietà verso chi si frappone tra il proprio l'ego e l'obiettivo prefissato; il vittimismo; l'allergia alle regole, vissute come catene; l'ostinato respingere idee diverse dalle proprie; tutte queste sono ulteriori analogie tra i comportamenti politici di un premier che ha tolto la sovranità al popolo e il bimbo che ha tolto l'autorevolezza ai genitori. Sono le componenti del narcisistico ego infantile che ogni persona autorevole, sia essa un genitore e un elettore, dovrebbe limitare attraverso la negazione, in modo da potere fare sviluppare un io adulto.
Il problema non è dunque soltanto il premier bambino, ma la nazione infarcita di elettori-nonni che, sempre bonari nel giudicare le marachelle del nipote, voluttuosamente si assoggettano alla sua tirannia - forse proiettando nel piccolo i propri desideri edonistici mai dichiarati e mai realizzati. Per questo è illusione pensare di demolire l'immagine di Silvio Berlusconi evidenziandone i vizi, perché ad averlo viziato sono stati proprio i suoi elettori, che con complice benevolenza osservano ciò che, ai loro occhi, non sono azioni inaccettabili ma innocenti monellerie. E sarà bene che l'opposizione, o chiunque non veda di buon occhio il premier bambino, non cerchi di gettarlo dal piedistallo attraverso parole ed azioni che ricalcano il suo stesso modello comportamentale. Le barzellette sul premier, le grida scandalizzati che si alzano puntuali ad ogni sua prova di esibizionismo, sono prodotti dello stesso brodo di coltura: l'infantilismo e negazione del ruolo adulto, ciò che davvero va combattuto per rimuovere il premier e i possibili epigoni, qualsiasi bandiera abbiano.

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