da www.paneacqua.eu
Luigi Giampaolino, il neo presidente dell'organismo contabile si insedia e denuncia: "La corruzione e gli sprechi persistono e minano le istituzioni". Poi: "Il Pil basso ostacola la riduzione della pressione fiscale", e richiama la necessità di sostenere i redditi più deboli. Il Pd: "Insieme crescita e risanamento, contribuiscano le rendite". Appunti sulla gestione "emergenziale" delle risorse, attraverso le ordinanze della Protezione civile
Tra i temi affrontati dal neo presidente della Corte dei Conti il fisco, la crisi e il Patto di stabilità. Secondo Giampaolino la riduzione del carico fiscale sarà resa difficile dalla "prolungata bassa crescita del Pil": questo quadro economico, sottolinea, "rende difficile conservare obiettivi di spesa espressi in quota del prodotto, così come fissare obiettivi di riduzione della pressione fiscale applicata". Risulta quindi "essenziale - avverte - non solo controllare la spesa pubblica ma, altresì, operarne una corretta qualificazione".
Si deve fare i conti, ricorda Giampaolino, "con una perdita permanente di entrate per circa 70 miliardi, di prodotto per circa 130 miliardi e con una spesa pubblica crescente nelle prestazioni essenziali".
Nonostante a causa della crisi si rende "obbligata una linea di attenta gestione di finanza pubblica", per Giampaolino occorre sostenere comunque i redditi più bassi. "La prolungata bassa crescita del Pil - spiega - rende difficile conservare obiettivi di spesa espressi in quota del prodotto, soprattutto in una condizione socio economica che alimenta istanze non comprimibili di sostegno dei redditi più bassi e di garanzia delle prestazioni essenziali alla collettività". La nuova versione del Patto di stabilità e crescita varata ieri, sottolinea inoltre il presidente della Corte dei Conti, consente di passare "ad un potenziamento della fase di 'prevenzione', con un'attenzione al monitoraggio in corso d'anno e alla verifica della sostenibilità dei conti nel medio periodo". "È la proposta del semestre europeo - spiega Giampaolino -, che dovrebbe prendere avvio all'inizio del 2011, e che prevede il coordinamento ex ante delle politiche economiche, con una valutazione concomitante dei programmi di stabilità e dei programmi nazionali in tema di riforma", sempre nella consapevolezza che la "sola disciplina di bilancio non è sufficiente a garantire la stabilità economica e finanziaria".
Nonostante a causa della crisi si rende "obbligata una linea di attenta gestione di finanza pubblica", per Giampaolino occorre sostenere comunque i redditi più bassi. "La prolungata bassa crescita del Pil - spiega - rende difficile conservare obiettivi di spesa espressi in quota del prodotto, soprattutto in una condizione socio economica che alimenta istanze non comprimibili di sostegno dei redditi più bassi e di garanzia delle prestazioni essenziali alla collettività". La nuova versione del Patto di stabilità e crescita varata ieri, sottolinea inoltre il presidente della Corte dei Conti, consente di passare "ad un potenziamento della fase di 'prevenzione', con un'attenzione al monitoraggio in corso d'anno e alla verifica della sostenibilità dei conti nel medio periodo". "È la proposta del semestre europeo - spiega Giampaolino -, che dovrebbe prendere avvio all'inizio del 2011, e che prevede il coordinamento ex ante delle politiche economiche, con una valutazione concomitante dei programmi di stabilità e dei programmi nazionali in tema di riforma", sempre nella consapevolezza che la "sola disciplina di bilancio non è sufficiente a garantire la stabilità economica e finanziaria".
Secondo il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi è assolutamente corretto il modo in cui Giampaolino ha definito "non comprimibili" le politiche di sostegno ai redditi più bassi: "Non a caso noi - afferma Sacconi - abbiamo messo a disposizione risorse per la protezione dei redditi, circa 32 miliardi nel 2009-2010, fortunatamente non spesi per intero, ed altre risorse si aggiungeranno. Ma, proprio perché c'è una quota di risorse incomprimibile per le esigenze di coesione sociale, è necessario lavorare intorno alle spese che invece sono comprimibili. Il federalismo fiscale è uno strumento fondamentale perché introduce nelle gestioni regionali responsabilità dove oggi non ci sono. Tutto questo è il presupposto della riforma fiscale".
Secondo il segretario della Cisl Raffaele Bonanni "la Corte dei Conti fa bene a dire che non ci sono risorse ma farebbe bene a dire che gli sprechi e le inefficienze della Pubblica amministrazione sono troppi e vanno combattuti perché le risorse così ottenute verrebbero destinate, insieme ai proventi dalla lotta all'evasione, a far pagare meno tasse a lavoratori, pensionati e imprese". "L'analisi della Corte dei Conti - sostiene invece il responsabile economico del Pd Stefano Fassina - coglie le difficilissime sfide di fronte a noi. Per vincerle, dobbiamo avviare una politica economica alternativa: il vincolo imprescindibile del risanamento va rispettato perseguendo una strategia di crescita. Per la crescita è decisiva una strategia di riforme ed un intervento urgente sul fisco che tagli le tasse sui redditi bassi e medi e chiami a contribuire le rendite. Il ministro Tremonti si confronti in Parlamento sulle proposte inviategli ieri dal segretario Bersani. Non possiamo - conclude - aspettare le calende greche della Grande Riforma Fiscale".
In una conferenza stampa dopo la cerimonia il neo - presidente della Corte dei conti non si è sottratto ad "appunti" sui temi di attualità, quelli che negli ultimi mesi hanno segnalato un uso improprio del denaro pubblico. Sull'emergenza permanente di cui si è avvalsa la Protezione civile per gestire risorse in maniera più disinvolta, Giampaolino ha detto: "E' augurabile che si ritorni alle ordinanze di Protezione civile nelle sue funzioni normali, ovvero di gestione delle calamità e dei disastri naturali, per le altre questioni le ordinanze vanno sempre sottoposte a uno scrutinio molto attento, valutando la congruità tra l'eccezionalità del potere derogatorio attribuito al potere esecutivo e il fatto che non vengano intaccati nella sostanza beni tutelati come la salute e l'ambiente". Dovrà essere fatto anche per L'Expo. Sull'ipotesi che venga approvato il processo breve, ha chiarito: "Dai calcoli fatti dalla Corte dei conti gli effetti del ddl sul processo breve, all'esame del Parlamento, non dovrebbe incidere molto sui nostri giudizi", intesi come procedimenti davanti alla magistratura contabile. Ancora: per mettere un freno alla pratiche corruttorie all'interno della pubblica amministrazione "sono necessarie forme di controllo per legge".
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