I fatti principali del 16 luglio
Stop di 4 ore negli stabilimenti del Lingotto, 8 ore a Melfi. I tre operai licenziati scendono dal tetto della Porta Venosina. Masini: “Ritirare gli esuberi e riaprire la trattativa sul salario”. A Mirafiori si protesta ancora per il premio di risultato.
P3 / Berlusconi “È una montatura dei media”
Così il premier Silvio Berlusconi parla dell’inchiesta in un messaggio al sito dei Promotori della Libertà. “Loro ed i loro giornali - ha detto Berlusconi -, continuano con le chiacchiere, gli insulti, le calunnie, i falsi teoremi”. Poi rilancia sulle intercettazioni: “Presto condurremo in porto la nuova legge per ridare agli italiani la libertà di usare il telefono”.
Bersani: Pd pronto a governo di transizione
Il Pd ribadisce la “disponibilità a considerare una fase di passaggio per uscire da questo ciclo politico”. Lo ha detto a SkyTg24 il segretario Pier Luigi Bersani. “Quando parliamo di superamento di un ciclo – ha precisato Bersani -, parliamo di Berlusconi”. “Tutto questo ha una premessa – prosegue Bersani - e cioè che, dentro la maggioranza, le forze più consapevoli si rendano conto che così non può andare”.
Intercettazioni / il Pd tenta i finiani, il Pdl li striglia
I democratici chiedono alla minoranza del Pdl di votare 7 emendamenti sul ddl intercettazioni: “Sono in linea con le loro posizioni”. Cicchitto: “Serrare le fila, o cade tutto”. Bocchino: “Tranquilli, voteremo solo gli emendamenti Bongiorno”.
Export: Istat, a maggio +17%, top da 2008
A maggio le esportazioni italiane sono aumentate del 17% rispetto allo stesso mese del 2009 e dell'1,1% a confronto con aprile. Lo rende noto l'Istat, precisando che il dato tendenziale è il migliore dall'aprile del 2008. Nello stesso mese, il saldo della bilancia commerciale risulta negativo per 1,957 miliardi di euro.
Piemonte / il Tar ordina il riconteggio
Accolti due ricorsi: irregolarità in liste di centrodestra, tornano in bilico 15mila voti. Cota ha battuto Bresso di 9mila preferenze. Parzialmente accolto il ricorso sulla lista Pensionati. Il governatore annuncia il ricorso al Consiglio di Stato. Bresso, regole uguali per tutti.
Verona, agricoltore morto e operaio in coma per caldo
Il caldo e l'alto tasso di umidità provocano anche vittime sul lavoro. A Verona un agricoltore romeno di 37 anni è deceduto all'ospedale 'Fracastoro' di San Bonifacio in seguito a un colpo di calore. Un operaio edile italiano di 53 anni, per il medesimo motivo, è finito in coma mentre lavorava in un cantiere edile della città.
Milano, non può donare sangue perché è gay
L'episodio ha come protagonista un donatore di sangue da otto anni, cui sarebbe stata impedita, secondo quanto reso noto da esponenti del Pd e dei Verdi, l'ennesima donazione proprio perché gay. Il fatto - come riporta l'Ansa - è avvenuto all'ospedale Gaetano Pini di Milano.
Afghanistan: feriti 3 militari italiani, uno grave
Tre militari italiani sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco avvenuto oggi (16 luglio) nell'ovest dell'Afghanistan. Lo si apprende da fonti della Difesa, a quanto riferisce l'Adnkronos. Lo scontro è avvenuto a sud di Bala Murghab, una nella regione occidentale dell'Afghanistan.
Usa / Il Senato approva la riforma della finanza
Dopo il via libera della Camera, passaggio positivo anche nell’altro ramo del Parlamento. Manca solo la firma di Obama, che commenta: “Questa riforma protegge i consumatori e mette fine a oscuri maneggi”.
Crisi: Cgil, a giugno 660mila in cig
Sono oltre 660mila i lavoratori coinvolti nei processi di cassa integrazione da inizio anno con pesanti riflessi in busta paga, pari a una decurtazione del reddito per una cifra di oltre 2,4 miliardi di euro. Sono questi alcuni dei numeri che emergono dalle elaborazioni delle rilevazioni Inps da parte dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori produttivi della Cgil Nazionale nel rapporto di giugno. Un’analisi, inoltre, che alla luce degli oltre 660mila lavoratori stabilmente in Cig ricalcola il tasso di disoccupazione, contemplando anche gli inattivi, che passa così dal 9,1% (certificato dall’Istat per il primo trimestre) al 12,1%.
Dall’analisi della Cgil, il ricorso alle ore di Cassa integrazione conferma il trend al ribasso per quella ordinaria e per quella straordinaria ma vede un poderoso aumento della cassa integrazione in deroga (Cigd), ovvero lo strumento che estende gli ammortizzatori sociali ai lavoratori che finora non erano tutelati. Le ore di Cigd a giugno, infatti, aumentano su maggio del +7,30%, attestandosi così al valore più alto degli ultimi 18 mesi, mentre per quanto riguarda il primo semestre 2010 l’aumento tendenziale è del 637,51%, per un totale di 155.497.686 ore di Cigd. Quanto al tiraggio, il rapporto precisa che le ore effettive registrate nei primi quattro mesi (215.635.882) - pari a 336.931 lavoratori a zero ore - hanno già raggiunto il valore delle ore utilizzate nei primi sei mesi dello scorso anno segnando così un peggioramento di circa il 30% sul consumo effettivo di Cig sul 2009.
Il rapporto, afferma il segretario confederale della Cgil, responsabile Industria, Vincenzo Scudiere, “dimostra come la crisi produttiva sia grave e la manovra economica non faccia altro che ampliare i rischi di peggioramento delle condizioni di reddito e sociale delle famiglie”. Secondo il dirigente sindacale, infatti, “il quadro che ne deriva denota l’urgenza di interventi da parte del governo anche a fronte degli effetti determinati dalla manovra economica che riducono gli spazi e le possibilità di finanziamento da parte delle Regioni”.
DATI CIG - L’Osservatorio della Cgil sottolinea come il ricorso alla Cig di giugno cali rispetto a maggio (-11,39%), con un volume di ore pari a 103.545.689, mentre il primo semestre del 2010 fa registrare un +71,21% rispetto al primo semestre dello scorso anno e si attesta ad una richiesta di 636.140.849 ore di Cassa integrazione. Nel dettaglio la Cigo (Cassa integrazione ordinaria), dopo il peggioramento del mese precedente, conferma la tendenza al calo riducendosi a giugno sul mese precedente (-21,53%), per un totale di 27.306.297 ore, mentre nel periodo tra gennaio e giugno diminuisce del -20,57% sullo stesso periodo dell’anno precedente.
Quanto alla Cigs (Cassa integrazione straordinaria), sempre per quanto riguarda giungo diminuisce sul mese precedente del -16,48%, per un totale di ore pari a 41.501.570, mentre sul primo semestre aumenta del 225,27% sullo stesso semestre del 2009 per un volume di ore di cassa straordinaria di 267.606.924. I settori con aumenti maggiori, primo semestre dell’anno sullo stesso periodo dello scorso, sono: il settore dell’edilizia +712,14%, il settore del legno +542,40%, il settore metallurgico +524,26%, il settore meccanico +411,82% e il settore del commercio +300,10%. “Il ricorso alla Cigs - spiega Scudiere - resta molto elevato e conferma le crescenti difficoltà produttive e sociali con crisi aziendali che ormai continuano ben oltre il tetto delle 52 settimane previste dalla Cigo e sono sempre più evidenti i disagi di lavoratori che hanno ormai concluso i periodi coperti da interventi di welfare e risultano disoccupati”.
La Cigd continua ad aumentare con forza. Le ore di Cigd a giugno aumentano su maggio del +7,30%, attestandosi così al valore più alto degli ultimi 18 mesi. Per quanto riguarda il primo semestre l’aumento sullo stesso periodo è del 637,51%, per un totale di 155.497.686 ore di Cigd. Da gennaio 2009 a giugno 2010 sono state autorizzate 275.676.806 ore di Cigd. Le regioni maggiormente esposte nella Cigd, nel rapporto primo semestre 2010 su 2009, sono la Lombardia con 45.587.512 ore (+603%), segue l’Emilia Romagna con 25.332.960 ore (+4.018,87%). I settori maggiormente colpiti sono quelli che non rientrano nella normativa attuale della Cigs. In primis l’edilizia che registra nei primi sei mesi del 2010 l’aumento percentuale più alto sullo scorso anno pari a +6.075,24%, segue il Commercio (+1.352,75%) con 40.048.489 ore di Cigd mentre la piccola industria meccanica, per volume, ha il ricorso più alto con 48.513.573 ore di Cigd e un incremento sul 2009 del +879,68%. “In
molti settori - commenta Scudiere - il livello delle ore di Cigd ha raggiunto e sta raggiungendo le ore di Cigs è il segno più evidente della diffusione della crisi e resta anche il segno di un logoramento di un sistema di intervento sociale non più in grado di rispondere ai bisogni complessivi dei lavoratori”.
CAUSALI CIGS - Aumentano i ricorsi alla Cigs. Fino a giugno 2010 sono stati già emessi 3.553 decreti con un +168,76% sul primo semestre del 2009 e riguardano 4.949 unità aziendali. Aumentano le crisi aziendali (+224,09%) ed anche le aziende che hanno fatto ricorso al fallimento (+132,26%) e al ricorso al concordato preventivo (+160,98%). Aumentano i contratti di solidarietà (+86,40%) e rappresentano il 13,12% del totale dei decreti mentre tornano ad aumentare le domande di ristrutturazione aziendale +18,57%. “Resta ancora costante - afferma il segretario confederale Cgil - l’aumento degli interventi passivi verso le imprese, mentre continuano a restare pochi, gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale”.
LAVORATORI IN CIG - Nel periodo tra gennaio e giugno 2010, considerando un livello medio di ricorso alla Cig pari al 50% del tempo lavorabile globale, si confermano in questo periodo oltre 1.325.000 i lavoratori in Cigo, in Cigs e in Cigd. Prendendo invece a riferimento i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il periodo 2010 si determina un’assenza completa di attività produttiva per 662.647 lavoratori, di cui 161.977 in Cigd. Inoltre, nel corso dei primi sei mesi del 2010, i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig hanno perso nel loro reddito già oltre 2.439.355.486 di euro. “È sempre più evidente - osserva Scudiere - su chi pesa la crisi e chi ne sopporta il carico maggiore, ora in aumento anche per effetto della manovra economica del governo”.
TASSO DISOCCUPAZIONE - Il numero dei lavoratori in Cig, se sommato al numero degli inattivi (290.846 unità) e al totale dei disoccupati (2.273.318 unità), porta il tasso di disoccupazione registrato dall’Istat per il primo semestre dell’anno dal 9,1% al 12,1%. “Queste cifre potevano e potrebbero essere ridotte da azioni preventive contro la disoccupazione ma - conclude Scudiere - con la manovra del Governo invece questi dati sono destinati al peggioramento in assenza di politiche adeguate a fronteggiare la crisi per il lavoro e lo sviluppo”.
Dall’analisi della Cgil, il ricorso alle ore di Cassa integrazione conferma il trend al ribasso per quella ordinaria e per quella straordinaria ma vede un poderoso aumento della cassa integrazione in deroga (Cigd), ovvero lo strumento che estende gli ammortizzatori sociali ai lavoratori che finora non erano tutelati. Le ore di Cigd a giugno, infatti, aumentano su maggio del +7,30%, attestandosi così al valore più alto degli ultimi 18 mesi, mentre per quanto riguarda il primo semestre 2010 l’aumento tendenziale è del 637,51%, per un totale di 155.497.686 ore di Cigd. Quanto al tiraggio, il rapporto precisa che le ore effettive registrate nei primi quattro mesi (215.635.882) - pari a 336.931 lavoratori a zero ore - hanno già raggiunto il valore delle ore utilizzate nei primi sei mesi dello scorso anno segnando così un peggioramento di circa il 30% sul consumo effettivo di Cig sul 2009.
Il rapporto, afferma il segretario confederale della Cgil, responsabile Industria, Vincenzo Scudiere, “dimostra come la crisi produttiva sia grave e la manovra economica non faccia altro che ampliare i rischi di peggioramento delle condizioni di reddito e sociale delle famiglie”. Secondo il dirigente sindacale, infatti, “il quadro che ne deriva denota l’urgenza di interventi da parte del governo anche a fronte degli effetti determinati dalla manovra economica che riducono gli spazi e le possibilità di finanziamento da parte delle Regioni”.
DATI CIG - L’Osservatorio della Cgil sottolinea come il ricorso alla Cig di giugno cali rispetto a maggio (-11,39%), con un volume di ore pari a 103.545.689, mentre il primo semestre del 2010 fa registrare un +71,21% rispetto al primo semestre dello scorso anno e si attesta ad una richiesta di 636.140.849 ore di Cassa integrazione. Nel dettaglio la Cigo (Cassa integrazione ordinaria), dopo il peggioramento del mese precedente, conferma la tendenza al calo riducendosi a giugno sul mese precedente (-21,53%), per un totale di 27.306.297 ore, mentre nel periodo tra gennaio e giugno diminuisce del -20,57% sullo stesso periodo dell’anno precedente.
Quanto alla Cigs (Cassa integrazione straordinaria), sempre per quanto riguarda giungo diminuisce sul mese precedente del -16,48%, per un totale di ore pari a 41.501.570, mentre sul primo semestre aumenta del 225,27% sullo stesso semestre del 2009 per un volume di ore di cassa straordinaria di 267.606.924. I settori con aumenti maggiori, primo semestre dell’anno sullo stesso periodo dello scorso, sono: il settore dell’edilizia +712,14%, il settore del legno +542,40%, il settore metallurgico +524,26%, il settore meccanico +411,82% e il settore del commercio +300,10%. “Il ricorso alla Cigs - spiega Scudiere - resta molto elevato e conferma le crescenti difficoltà produttive e sociali con crisi aziendali che ormai continuano ben oltre il tetto delle 52 settimane previste dalla Cigo e sono sempre più evidenti i disagi di lavoratori che hanno ormai concluso i periodi coperti da interventi di welfare e risultano disoccupati”.
La Cigd continua ad aumentare con forza. Le ore di Cigd a giugno aumentano su maggio del +7,30%, attestandosi così al valore più alto degli ultimi 18 mesi. Per quanto riguarda il primo semestre l’aumento sullo stesso periodo è del 637,51%, per un totale di 155.497.686 ore di Cigd. Da gennaio 2009 a giugno 2010 sono state autorizzate 275.676.806 ore di Cigd. Le regioni maggiormente esposte nella Cigd, nel rapporto primo semestre 2010 su 2009, sono la Lombardia con 45.587.512 ore (+603%), segue l’Emilia Romagna con 25.332.960 ore (+4.018,87%). I settori maggiormente colpiti sono quelli che non rientrano nella normativa attuale della Cigs. In primis l’edilizia che registra nei primi sei mesi del 2010 l’aumento percentuale più alto sullo scorso anno pari a +6.075,24%, segue il Commercio (+1.352,75%) con 40.048.489 ore di Cigd mentre la piccola industria meccanica, per volume, ha il ricorso più alto con 48.513.573 ore di Cigd e un incremento sul 2009 del +879,68%. “In
molti settori - commenta Scudiere - il livello delle ore di Cigd ha raggiunto e sta raggiungendo le ore di Cigs è il segno più evidente della diffusione della crisi e resta anche il segno di un logoramento di un sistema di intervento sociale non più in grado di rispondere ai bisogni complessivi dei lavoratori”.
CAUSALI CIGS - Aumentano i ricorsi alla Cigs. Fino a giugno 2010 sono stati già emessi 3.553 decreti con un +168,76% sul primo semestre del 2009 e riguardano 4.949 unità aziendali. Aumentano le crisi aziendali (+224,09%) ed anche le aziende che hanno fatto ricorso al fallimento (+132,26%) e al ricorso al concordato preventivo (+160,98%). Aumentano i contratti di solidarietà (+86,40%) e rappresentano il 13,12% del totale dei decreti mentre tornano ad aumentare le domande di ristrutturazione aziendale +18,57%. “Resta ancora costante - afferma il segretario confederale Cgil - l’aumento degli interventi passivi verso le imprese, mentre continuano a restare pochi, gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale”.
LAVORATORI IN CIG - Nel periodo tra gennaio e giugno 2010, considerando un livello medio di ricorso alla Cig pari al 50% del tempo lavorabile globale, si confermano in questo periodo oltre 1.325.000 i lavoratori in Cigo, in Cigs e in Cigd. Prendendo invece a riferimento i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il periodo 2010 si determina un’assenza completa di attività produttiva per 662.647 lavoratori, di cui 161.977 in Cigd. Inoltre, nel corso dei primi sei mesi del 2010, i lavoratori parzialmente tutelati dalla Cig hanno perso nel loro reddito già oltre 2.439.355.486 di euro. “È sempre più evidente - osserva Scudiere - su chi pesa la crisi e chi ne sopporta il carico maggiore, ora in aumento anche per effetto della manovra economica del governo”.
TASSO DISOCCUPAZIONE - Il numero dei lavoratori in Cig, se sommato al numero degli inattivi (290.846 unità) e al totale dei disoccupati (2.273.318 unità), porta il tasso di disoccupazione registrato dall’Istat per il primo semestre dell’anno dal 9,1% al 12,1%. “Queste cifre potevano e potrebbero essere ridotte da azioni preventive contro la disoccupazione ma - conclude Scudiere - con la manovra del Governo invece questi dati sono destinati al peggioramento in assenza di politiche adeguate a fronteggiare la crisi per il lavoro e lo sviluppo”.
Fiat, tutti in sciopero contro i licenziamenti
Stop di 4 ore negli stabilimenti del Lingotto, 8 ore a Melfi. I tre operai licenziati scendono dal tetto della Porta Venosina. Masini: “Ritirare gli esuberi e riaprire la trattativa sul salario”. Mirafiori protesta ancora per il premio di risultato
Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli sono stati rifocillati con acqua e cibo da amici, colleghi e parenti. Intorno a loro si sono radunati i lavoratori della Fiom e della Cgil che, in occasione dello sciopero proclamato contro i licenziamenti, hanno raggiunto in corteo la Porta. Alla protesta hanno aderito anche Failms e Cub. Poi i tre sono scesi dal monumento, dopo che uno di loro ha avuto un malore, forse dovuto al forte caldo e alla tensione accumulata, e sono stati subito circondati e abbracciati dai loro parenti, dai colleghi e dai sindacalisti.
Contro i licenziamenti “c'è una risposta molto forte: dai dati che già ci arrivano siamo in presenza di adesioni molto forti. Lo sciopero è riuscito”. Lo afferma il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, a Melfi dove si sta radunando il corteo dei lavoratori della Fiom e della Cgil. Il leader aggiunge: “Credo sia chiaro che su questa linea la Fiat non ha il consenso dei suoi dipendenti. Sarebbe un atto saggio se ritirasse questi licenziamenti e riaprisse la trattativa anche sul salario. E' inconcepibile che non venga dato nulla ai lavoratori che ci hanno già rimesso, mentre la Fiat continua a erogare risorse economiche ai suoi dirigenti, che non hanno ragione di esistere”.
Landini si rivolge quindi a Marcegaglia: “Gli unici sabotatori che io vedo in giro sono quelli che stanno sabotando la Costituzione del nostro paese - dice al presidente di Confindustria - , prima di parlare sarebbe meglio che la avesse l'umiltà di informarsi. L'unica cosa che i lavoratori hanno fatto è stata difendere il diritto di poter lavorare in condizioni previste dagli accordi aziendali”. Il numero uno di Viale Astronomia, dunque, “farebbe bene a chiedere alla sua associata Fiat di ritirare i licenziamenti”.
Vendola, voglio mettere museruola a operai
“In Italia non c'è solo la museruola che vogliono mettere a Michele Santoro, ma c'è anche la museruola che vogliono mettere agli operai di Melfi, di Pomigliano, di Mirafiori e di Termini Imerese”. Lo dice il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, arrivando al corteo della Fiom a Melfi. “Se gli operai - aggiunge - vengono piegati è tutta la democrazia nel suo complesso ad essere ferita. Non si può immaginare che, di fronte all'amaro boccone del risultato del referendum di Pomigliano, la Fiat risponda con quella che in tutta evidenza è una rappresaglia”.
Damiano, ritirare licenziamenti e riprendere il dialogo
"La Fiat riprenda la strada del dialogo, si sospendano i licenziamenti e tutti i sindacati siano presenti ai tavoli di applicazione degli accordi, a partire da quello di Pomigliano". E' quanto afferma il capogruppo del Pd nella commissione lavoro della camera, Cesare Damiano. "Solo in questo modo - prosegue Damiano - si possono creare le condizioni per trovare quello spirito di concertazione fondamentale per il futuro sviluppo dell'impresa e la tutela dell'occupazione".
Mirafiori, ancora stop per premio risultato
Ancora scioperi alla Fiat di Mirafiori per il mancato pagamento del premio di risultato che i lavoratori avrebbero dovuto ricevere nel mese di luglio. Questa mattina lo sciopero, proclamato dalla Fiom, ha interessato gli addetti di Powertrain (ex Meccaniche) e delle Carrozzerie con una percentuale di adesione, secondo il sindacato, pari al 70%.
Fiat, mille persone in piazza a Melfi
Azienda: adesione 19%
Circa mille manifestanti, il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, il segretario generale della Fiom Maurizio Landini, i sindaci di una decina di comuni lucani, stamani (16 luglio) sono in piazza a Melfi. Lo riferisce l'Agi. I manifestanti portano la loro solidarietà ai 3 lavoratori della Fiat licenziati perchè, secondo l'azienda, avrebbero interrotto la produzione durante una manifestazione sindacale interna. Il corteo si è snodato lungo le strade del centro storico, per poi arrivare a Porta Venosina, dove da oltre 36 ore dormono in tenda Antonio La Morte, Giovanni Barozzino e Marco Pignatelli per "difendere i loro diritti". Secondo l'azienda, invece, l'adesione allo sciopero nello stabilimento lucano al primo turno è stata pari al 19%.
Fiat Melfi: Cremaschi (Fiom), possibile querela azienda
"Se continuano con questa storia del sabotaggio"
"Non c'è stato alcun sabotaggio. Se continuano con questa storia, li quereliamo". Lo afferma Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, a Melfi per supportare la mobilitazione dei lavoratori. Respinge le accuse per i tre operai licenziati dalla Sata, che avrebbero bloccato la produzione. "L'azienda sa bene che i delegati sindacali hanno esercitato le loro funzioni contrattuali - aggiunge -, mentre l'altro lavoratore ha legittimamente scioperato contro gli incarichi di lavoro pesanti e la mancata corresponsione del premio. Chi parla di sabotaggio mente, sapendo di mentire".Bonanni attacca la Fiom: sciopero Fiat? Un flop
“Lo abbiamo già detto al congresso della Cgil – ha aggiunto il numero uno della Cisl – che noi siamo pronti a collaborare con la Cgil ma invitiamo Epifani a riportare la Fiom sulla retta via. Tocca a lui tornare ad indicare la strada alle sue categorie per farle rientrare nei canoni della confederalità. La Fiom da tempo non è più un sindacato, è solo un movimento politico”.
Quanto allo sciopero odierno alla Fiat, ha detto Bonanni, “è stato l'ennesimo flop. Persino a Melfi, che in questi giorni è il punto più caldo della protesta Fiom, l'80 per cento dei lavoratori oggi ha lavorato. Se Marchionne vuole raddoppiare la produzione auto in Italia deve fidarsi dei sindacati responsabili e puntare tutto sulla partecipazione. La Fiat non scelga di rincorrere la Fiom sulla strada del conflitto”.
Fiat: licenziamenti, Cgil Potenza promuove fondo solidarietà
Call center: Vol2, 42 giorni di occupazione
Nel frattempo i sindacati attendono segnali, anche da parte di Telecom Italia, per l'individuazione di una eventuale nuova compagine societaria a cui affidare la commessa e gli stessi 470 operatori cagliaritani.
Manovra: sindacati pompieri, a rischio prevenzione incendi
Rdb-Vvf, Fp Cgil Vvf, Fns Cisl, Uilvvf e Confsalvvf, annunciano che con "azioni eclatanti faranno sentire la loro protesta" perché "il Governo privatizza una competenza fondamentale dello stato che produrrà effetti devastanti sul territorio. Tale sciagurata decisione, peraltro, scippa al corpo nazionale dei Vigili del fuoco ulteriori risorse deputate a
garantire il soccorso pubblico dato l'inscindibile legame che esiste con la prevenzione incendi".
"Richiediamo al governo un segnale concreto di responsabilità nei confronti del paese - concludono i sindacati - reintroducendo nel sistema sicurezza la prevenzione antincendio, attività istituzionale del corpo nazionale dei vigili del fuoco".
Chiude “Viaggi del Ventaglio”, futuro incerto per 1.800 lavoratori
Fortemente preoccupati i sindacati che da tempo lottano al fianco dei lavoratori: “La situazione è disperata - dichiara la Filcams Cgil - questo è un crack atteso, molto prevedibile, che poteva essere gestito con maggior attenzione.” Da diversi mesi le organizzazione sindacali avevano chiesto l’intervento e la collaborazione delle istituzioni per dare sostegno ai lavoratori coinvolti e trovare, prima che fosse troppo tardi, una soluzione occupazionale.
“A questo punto - conclude la Filcams - diventa davvero indispensabile unire tutte le forze istituzionali, datoriali e sociali per trovare una soluzione per i dipendenti dei Viaggi del Ventaglio e delle aziende collegate, individuando possibili sbocchi professionali od eventuali ricollocamenti. Sarà tra le nostre priorità continuare a seguire i lavoratori nella gestione di questa drammatica fase”
Verona, agricoltore morto e operaio in coma per caldo
Due malori, di cui uno letale, provocati da colpi di calore durante l'orario di lavoro
Il caldo e l'alto tasso di umidità provocano anche vittime sul lavoro. A Verona un agricoltore romeno di 37 anni è deceduto all'ospedale 'Fracastoro' di San Bonifacio in seguito a un colpo di calore. Un operaio edile italiano di 53 anni, per il medesimo motivo, è finito in coma mentre lavorava in un cantiere edile della città. Ne dà notizia l’Ansa.Trentino: chiude la Lamet, 33 operai senza lavoro
Che la situazione occupazionale in valle non sia particolarmente rosea lo testimoniano i dati dell'Agenzia del Lavoro. Al Centro per l'impiego di Tione, a giugno risultano iscritti in mobilità perché licenziati ben 222 lavoratori. Si tratta del 18% in più di quelli iscritti nello stesso periodo del 2009, quando la crisi era al suo culmine, ma addirittura del 93% in più rispetto al giugno di due anni fa, quando la recessione era alla porte. “Sono questi dati – continua il segretario della Fiom del Trentino – a preoccuparci. Per questo chiediamo alla Provincia che si vari al più presto un vero piano di ricollocazione degli ex dipendenti Lamet. Come abbiamo già detto in passato, su questi lavoratori deve essere messo alla prova il nuovo sistema di politiche del lavoro che la Provincia vuole costruire grazie alla delega concessa dal governo”.
Per Grasselli non sono sufficienti le più sostanziose indennità garantite dalla Provincia (per gli iscritti in mobilità si tratta di 200 euro al mese in più per i primi sei mesi). “Qui si tratta – conclude il sindacalista – di ampliare le opportunità occupazionali in tutta la valle, sostenendo anche la manifattura più innovativa, garantendo ai lavoratori un sistema di formazione sempre più efficace e strutturando percorsi di orientamento che garantiscano una rapida ricollocazione e sappiano mettere a frutto le professionalità acquisite dagli ex dipendenti Lamet nel lavoro e grazie alla formazione. Solo così si potrà davvero dare qualcosa di più di una speranza alle famiglie di questi lavoratori e un futuro a tutte le Giudicarie”.
Spigadoro (Pg): senza stipendio da 3 mesi, è sciopero
Braccia incrociate a oltranza per i 70 dipendenti dell’azienda di Foligno
Senza stipendio dal mese di aprile e pure senza 14esima: da stamattina (16 luglio) i lavoratori della Spigadoro di Foligno (Pg), azienda del settore alimentare che conta circa 70 dipendenti, sono in sciopero ad oltranza per chiedere lo sblocco di una situazione giudicata ormai insostenibile. “L’adesione è totale”, fanno sapere la Rsu insieme a Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, che spiegano come la protesta sia prima di tutto rivolta “contro l’atteggiamento padronale: la direzione aziendale infatti aveva assunto l’impegno ad accreditare almeno lo stipendio di aprile entro la prima settimana di luglio e le altre due mensilità arretrate entro il 20 dello stesso mese. Poi, entro il 31, sarebbe stata pagata anche la 14esima”.“Invece a oggi i lavoratori non hanno visto un euro e questo è del tutto inaccettabile”, afferma Massimo Venturini, segretario regionale Flai Cgil. “Tra l’altro – prosegue il sindacalista – nell’ultimo periodo i lavoratori hanno davvero dato tutto quello che potevano per aiutare l’azienda in una fase difficile. Hanno lavorato sette giorni su sette, sabati e domeniche inclusi, hanno fatto straordinari e questo ha permesso a Sigadoro di registrare buoni risultati, soprattutto con le esportazioni del prodotto, che rappresentano i due terzi delle vendite”.
Quindi, a fronte di un’azienda che produce e ha mercato anche all’estero, i sindacati non possono accettare che ai lavoratori non sia garantito almeno il diritto fondamentale allo stipendio. “Lo sciopero andrà avanti a oltranza finché i lavoratori non avranno quello che spetta loro – avverte ancora Venturini - ma se l’azienda non dovesse pagare, allora chiederemo l’apertura di una crisi per ottenere almeno la cassa integrazione, perché è chiaro che 70 famiglie non possono essere private così a lungo di un reddito”. I sindacati si rivolgono anche alle istituzioni locali: “Chiediamo un loro immediato coinvolgimento – conclude Venturini – servono azioni efficaci nei confronti di questa azienda che, va ricordato, è l’ultimo pastificio industriale dell’Umbria e va quindi assolutamente salvaguardata”.
Manovra: sindacati polizia, verso proteste eclatanti
I sindacati, in particolare, criticano il via libera al maxi emendamento 'senza l'inserimento del sub-emendamento annunciato nei giorni scorsi in un'apposita conferenza stampa dei ministri dell'Interno e della Difesa, Maroni e La Russa, alla presenza del ,inistro dell'Economia Tremonti, per salvaguardare compiutamente la specificità professionale e la funzione delicata ed imprescindibile' dei corpi di polizia e difesa. Una decisione, a loro avvisol, che 'mostra la totale sordità del ministero dell'Economia e della compagine governativa'.
Afghanistan: Cgil, governo taglia cooperazione civile
Aumentano invece le spese militari
“Il decreto missioni ‘peacekeeping’, convertito in legge n. 102 il 6 luglio scorso, mantiene quella impostazione militarista ed aggressiva che da tempo la società civile italiana, europea e mondiale vorrebbe veder sostituita con la cooperazione civile”. E’ quanto afferma oggi (16 luglio) la responsabile del dipartimento internazionale della Cgil, Nicoletta Rocchi. Cooperazione civile - aggiunge la dirigente sindacale - che dovrebbe rappresentare il principale strumento della comunità internazionale, sotto il mandato delle Nazioni Unite, per la costruzione della pace, della sicurezza e dello sviluppo sostenibile, senza altri fini, e con il pieno coinvolgimento delle istituzioni locali, della società civile e delle diverse comunità presenti nelle aree di conflitto”.“A fronte di un impegno finanziario di 706 milioni di euro sull’attuale bilancio 2010 - rileva Rocchi - oltre il 50% è destinato al mantenimento della missione militare in Afghanistan, dove le forze italiane passeranno da 3790 a 3970 entro il 1 novembre 2010. L’investimento per la cooperazione civile, invece, è sempre più residuale: 18,7 milioni di euro per le iniziative in corso e per nuove iniziative in Afghanistan ed un importo di 9,3 milioni di euro da suddividere in aree estremamente delicate, come l’Iraq, il Libano, il Pakistan, la Somalia e il Sudan”.
“In queste nazioni - conclude Rocchi - esiste da anni una presenza ed un impegno delle organizzazioni non governative italiane a sostegno della ricostruzione sociale e materiale, dei diritti umani fondamentali della popolazione e di riconciliazione tra le diverse fazioni, che andrebbe sostenuto con maggiori risorse finanziarie, con un coordinamento ed un impegno diplomatico adeguato, invertendo, così, la tendenza della militarizzazione dell’azione di ‘peacekeeping’ internazionale.
Vinyls, martedì presidio lavoratori a Palazzo Chigi
La vertenza è arcinota. Nessuno finora ha mantenuto gli impegni presi con le istituzioni, con i lavoratori, con i sindacati e la crisi rischia di degenerare: gli impianti di Marghera, Porto Torres e Ravenna (che danno lavoro ad oltre 500 addetti, più altri 200 dell'indotto) sono ancora fermi a nove mesi di distanza dall'accordo sottoscritto al ministero del Lavoro (1 dicembre 2009, n.d.r.) e prima ancora (12 novembre 2009, n.d.r.) al ministero dello Sviluppo Economico nel quale era testualmente scritto che “a far data dal 15 dicembre 2009” si sarebbe consentito “un graduale e progressivo riavvio di tutti gli impianti”.
“Siamo tornati al punto di partenza – dice Alberto Morselli, segretario generale della Filctem Cgil - come in un pericolosissimo gioco dell'oca, ma in questo caso giocato tutto sulla pelle di centinaia di famiglie”. Il segretario si rivolge direttamente al premier Berlusconi: “se la chimica è strategica, come più volte detto a parole, il Presidente del Consiglio (che è anche ministro dello Sviluppo Economico “ad interim”, ndr) lo dimostri una volta per tutte: innanzitutto chieda all'Eni di salvare “Vinyls” e di istruire un piano industriale di rilancio nel settore, faccia rispettare l' impegno di riavvio degli impianti assunto dai commissari straordinari, visto che hanno in mano le fidejussioni di Stato, salvi i posti di lavoro e l'integrità del ciclo del cloro”.
Un ciclo del cloro, aggiunge Gian Piero Ciambotti, della segreteria nazionale Filctem Cgil, responsabile del dipartimento chimico, "sarebbe davvero grave perdere perchè con esso verrebbero meno tutta la ricerca, l'innovazione e il patrimonio di conoscenze che c'è a monte. Noi certo non staremo con le mani in mano a guardare la fine della chimica italiana”.
La previsione è che si ripartirebbe, dopo che anche gli arabi della Ramco hanno gettato la spugna, da un nuovo bando internazionale annunciato dal sottosegretario Saglia nell'incontro dello scorso 15 giugno. Ma la gara è ancora tutta da scrivere, e un nuovo appuntamento è previsto per venerdì 23 luglio. Intanto gli operai restano in cassa integrazione e, ogni giorno che passa, c'è il rischio che i commissari non abbiano neppure i soldi per pagare gli stipendi.
Commercio estero: Istat, a maggio +17%, top da 2008
Nello stesso mese, il saldo della bilancia commerciale risulta negativo per 1,957 miliardi di euro, in peggioramento rispetto all'avanzo di 1,110 miliardi di euro dello stesso mese del 2009.
Cgil Priolo Gargallo (Sr), Ornella Fera nuova segretaria
di FilcemSiracusa

Giovedì 15 luglio 2010 alle ore 18 si è riunito il direttivo della Camera del Lavoro di Priolo Gargallo per eleggere il segretario e l’esecutivo.
La scelta è ricaduta su Ornella Fera, insegnante di scuola primaria, già da anni impegnata nella segreteria della Flc Cgil provinciale.
La Segretaria neo eletta sarà coadiuvata da un esecutivo composto da 12 membri, scelti in rappresentanza di tutte le categorie: Accillaro Corrado, Auditore Salvatore, Campione Luca, Giuffrida Giuseppe, Greco Carmelo, Insolera Angela, Italiano Simona, La Rosa Giovanni, Leone Giovanni, Marotta Sebastiano, Muscia Francesco.
I neo rappresentanti della Camera del Lavoro si muoveranno su più direttive: questioni s
ociali, problematiche ambientali, lavoro; ritenendole tutte di fondamentale importanza per l’intera comunità. La grave crisi occupazionale che sta mettendo in ginocchio l’intera provincia impone un intervento immediato che ponga rimedio alla drammatica situazione che si è venuta a determinare; di conseguenza, il Direttivo intende attivarsi al più presto per affrontae nel tentativo di risolverel’annoso problema relativo alle bonifiche e al risanamento ambientale, per i quali sono stati stanziati 770 milioni di Euro. Pertanto entro la fine del mese di settembre e l’inizio di ottobre, prevede di fare una manifestazione unitaria che veda partecipe insieme a Cgil, Cisl e Uille parti istituzionali, sociali e datoriali che insistono sul territorio, finalizzata a sbloccare i finanziamenti fermi da anni e che in questo momento rappresenterebbero una boccata d’ossigeno per il territorio.
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