di R. Pol.
su il manifesto del 18/07/2010
«Una grande mobilitazione unitaria della sinistra per mandare a casa il governo e andare alle elezioni con un'alleanza democratica per sconfiggere la destra berlusconiana». Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, inquadra questo percorso rispetto a «una crisi dagli esiti incerti», come quella che sta investendo la maggioranza di governo. Un percorso, quindi, che «esclude qualsiasi formula di governo di transizione».
Introducendo i lavori del Comitato politico nazionale del Prc, Ferrero articola così la duplice posta di alternativa alla destra e di ricostruzione di una Federazione della sinistra autonoma dal Partito democratico.
Il segretario di Rifondazione evidenzia infatti «l'incapacità dell'opposizione parlamentare di coniugare la battaglia in difesa della democrazia con quella per la giustizia sociale», che rappresenta «il principale punto di forza» del cavaliere: emblematica, in tal senso, «la vicenda di Pomigliano, rispetto a cui esponenti del Pd come Veltroni si sono schierati apertamente con Marchionne».
Per Ferrero l'alternativa alla destra si realizza dunque costruendo «un accordo elettorale tra tutte le forze di opposizione che metta al centro la difesa della democrazia e il superamento del bipolarismo». Non vi sono invece «le condizioni per un accordo di governo tra la sinistra moderata e la sinistra». Il campo di «aggregazione della sinistra», è piuttosto da realizzare «attraverso l'opposizione alle politiche di Berlusconi come di Confindustria e al fondamentalismo monetarista europeo».
È in quest'ottica duplice che Paolo Ferrero formula la proposta per l'autunno di «una grande mobilitazione unitaria della sinistra» alla quale «lavorare senza settarismi». Allo stesso tempo, Rifondazione si propone la costruzione della Federazione della sinistra con «l'obiettivo esplicito di aggregare una sinistra autonoma dal Pd e dal centrosinistra», il cui congresso è in programma «entro dicembre».
Introducendo i lavori del Comitato politico nazionale del Prc, Ferrero articola così la duplice posta di alternativa alla destra e di ricostruzione di una Federazione della sinistra autonoma dal Partito democratico.
Il segretario di Rifondazione evidenzia infatti «l'incapacità dell'opposizione parlamentare di coniugare la battaglia in difesa della democrazia con quella per la giustizia sociale», che rappresenta «il principale punto di forza» del cavaliere: emblematica, in tal senso, «la vicenda di Pomigliano, rispetto a cui esponenti del Pd come Veltroni si sono schierati apertamente con Marchionne».
Per Ferrero l'alternativa alla destra si realizza dunque costruendo «un accordo elettorale tra tutte le forze di opposizione che metta al centro la difesa della democrazia e il superamento del bipolarismo». Non vi sono invece «le condizioni per un accordo di governo tra la sinistra moderata e la sinistra». Il campo di «aggregazione della sinistra», è piuttosto da realizzare «attraverso l'opposizione alle politiche di Berlusconi come di Confindustria e al fondamentalismo monetarista europeo».
È in quest'ottica duplice che Paolo Ferrero formula la proposta per l'autunno di «una grande mobilitazione unitaria della sinistra» alla quale «lavorare senza settarismi». Allo stesso tempo, Rifondazione si propone la costruzione della Federazione della sinistra con «l'obiettivo esplicito di aggregare una sinistra autonoma dal Pd e dal centrosinistra», il cui congresso è in programma «entro dicembre».
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